Intervista
19 Luglio 2024Dai problemi legati agli aspetti sociali a quelli in ambito familiare, come il rapporto con i figli o la sessualità, fino agli aspetti correlati al mondo del lavoro e all’inserimento sociale: a parlare dell’evoluzione dell’associazione rivolta alle donne colpite da tumore del seno è Flori Degrassi, presidente Andos

Dai problemi legati agli aspetti sociali a quelli in ambito familiare, come il rapporto con i figli o la sessualità, fino agli aspetti correlati al mondo del lavoro e all’inserimento sociale: sono i tanti ambiti di cui si occupa l’Associazione nazionale donne operate al seno (Andos), nata a Trieste nel 1976. A parlare dell’evoluzione dell’associazione rivolta alle donne colpite da tumore del seno è Flori Degrassi, presidente Andos, intervistata da Sanità33.
Andos è nata “in un periodo storico in cui nessuno si occupava delle donne operate”, racconta Degrassi, sottolineando che sin da subito l’associazione si è interessata alla ripresa del corpo come elemento essenziale per recuperare anche la salute mentale e agire positivamente sui problemi sociali connessi alla diagnosi di tumore. Nonostante la percentuale di sopravvivenza dopo una diagnosi di cancro della mammella sia, oggi, molto più elevata, “permangono le cicatrici ‘interne’ prosegue Degrassi molto più profonde e ampie di quelle esterne”.
A livello di caratterizzazione del tumore del seno, la ricerca ha fatto passi da gigante. “Si è scoperto che questa forma di cancro è un insieme istologico di tante patologie, per cui non si può applicare un metodo standard di trattamento spiega Degrassi L’analisi del tumore dal punto di vista genetico e genomico consente di usare terapie target che riescono anche a far risparmiare alle donne la chemioterapia, un trattamento che lascia una traccia importante compromettendo, nel suo complesso, la qualità della vita”.
Uno degli ultimi trattamenti, approvato dalla Food and Drug Administration (Fda) americana e dall’Agenzia Europea dei Medicinali (Ema), è elacestrant, attualmente inserito nei programmi di uso compassionevole in attesa dell’ok dell’Agenzia italiana dei medicinali (Aifa). A livello di ricaduta sulla qualità di vita della donna con tumore del seno “è importante perché è indicato in una tipologia di cancro della mammella, ER+/HER2, che è il più frequente e colpisce dal 20 al 60-80% dei casi, anche metastatici conclude la presidente Andos Quando la terapia ormonale non funziona più, attraverso una semplice biopsia liquida si può cercare la mutazione del recettore ESR1, che rende inefficace la terapia ormonale. In caso di positività, elacestrant rende di nuovo efficace la terapia ormonale, consentendo di risparmiare alle donne la chemioterapia. Inoltre, il farmaco è somministrato per via orale e garantisce una buona qualità di vita per le donne, senza effetti collaterali devastanti
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