Intervista
22 Gennaio 2024 La novità emerge a valle della 42ma JP Morgan Health Care Conference tenuta a San Francisco dall’8 all’11 gennaio: un evento che mette in connessione i leader globali dell’industria, le imprese emergenti ed i grandi investitori in ricerca. Poi, la settimana scorsa, alla Farnesina è stato insediato dal Ministro Antonio Tajani un Tavolo di lavoro per l’Internazionalizzazione delle industrie nel settore delle biotecnologie
L’Italia ha oggi un tavolo di lavoro ed un’agenzia specializzata con un budget significativo per sostenere un ruolo da protagonista in chiave internazionale nel settore life science. La novità emerge a valle della 42ma JP Morgan Health Care Conference tenuta a San Francisco dall’8 all’11 gennaio: un evento che mette in connessione i leader globali dell’industria, le imprese emergenti ed i grandi investitori in ricerca. Poi, la settimana scorsa, alla Farnesina è stato insediato dal Ministro Antonio Tajani un Tavolo di lavoro per l’Internazionalizzazione delle industrie nel settore delle biotecnologie. Ne fanno parte sia rappresentanti dei Ministri di Salute, Università-Ricerca ed Industria-Made in Italy, sia esponenti di fondazioni di punta del settore, aggregatori di ricerca, associazioni di produttori. Tra i protagonisti del Tavolo, Pierluigi Paracchi CEO & Co-Founder di Genenta Science e membro del comitato esecutivo di Federchimica-Assobiotec, che spiega a Sanità 33 l’importanza della Conferenza di San Francisco. Intanto, dopo anni non facili c’è ottimismo: a dicembre vi sono stati due annunci di acquisizioni e cinque pubbliche offerte. Ma soprattutto, «per l’Italia abbiamo tenuto l’evento “Italy on the Move”, uno spazio a noi riservato da 7 anni a questa parte, dove abbiamo avuto oltre 250 iscritti nella serata di mercoledì 11, l’ultima, ed altrettante presenze». Un successo, dove si sono concretizzate alcune premesse della cooperazione strategica tra il nostro paese e gli Stati Uniti formalizzata lo scorso novembre nell’evento “Italy-Usa, International Cooperation on Emerging Biotechnologies and Life Sciences” di cui Paracchi è stato principale promotore.
Molte cose sono cambiate da quando l’Italia aveva difficoltà a mettere a sistema i suoi punti di forza. «Abbiamo ormai un’Agenzia di sostegno per il governo del settore, Enea Biomedical Tech, che non a caso è stata presentata alla conferenza di San Francisco, e che sta per partire con 1,2 miliardi di capitale a disposizione per gli investimenti», spiega Paracchi. «Parliamo di cifre in linea con quelle delle agenzie americane. Ad esempio, l’ARPA H americana (Advanced Research Projects Agency for Health) ha 2,5 miliardi di budget. E, come negli Usa c’è la National Security Commission on Emerging Biotechnology, noi ora abbiamo il Tavolo di lavoro sull’internazionalizzazione. Una realtà che farà da advisor al governo italiano per far crescere il settore. E che annovera personaggi di punta, come Giovanni Caforio, oggi executive chairman di Briston Myers Squibb e protagonista dell’acquisizione di Selgin da parte di BMS». Un cenno, infine, sulle innovazioni che alla Conferenza di San Francisco hanno colpito di più. «Il 2023 ha visto come big winner i prodotti contro l’obesità. In oncologia le nuove CAR-T stanno allargando le loro indicazioni ad altre patologie».
Ludovico Baldessin
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