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Intervista

02 Maggio 2022

Covid-19, Cattani (Sanofi): che cosa ci ha insegnato la pandemia e quali interventi devono seguire


Gli insegnamenti della pandemia e gli interventi che ad essa devono seguire: questi i temi su cui si è soffermato Marcello Cattani, Country Lead - President & Managing Director, Italy & Malta Sanofi, intervistato da Sanità33. «Se oggi siamo in una condizione di sostanziale ripresa e di mobilità è grazie al ruolo che hanno avuto le aziende farmaceutiche che, in 10/11 mesi, hanno sviluppato i vaccini e li hanno portati a tutti i cittadini. È la dimostrazione dell'importanza non solo della ricerca ma anche di tutta la filiera fino al manufacturing e alla distribuzione per quelli che sono di farmaci biotecnologici come i vaccini». Questa, secondo Cattani, è la prima lezione che possiamo trarre dal Covid. «La sfida della salute – sostiene - è una sfida globale e, quindi, i vaccini stessi sono stati sviluppati tra Stati Uniti e Europa ma non in Cina o India e questo dà la dimensione del valore del comparto farmaceutico. È essenziale innanzitutto alla sicurezza del Paese e degli Stati per garantire non solo salute, ma sviluppo economico e sociale». L'insegnamento, dunque, che è passato nella popolazione è che «senza salute e senza industria farmaceutica non vi può essere né sviluppo economico e neanche benessere sociale». È venuto fuori come «la filiera della salute sia un sistema olistico che deve essere ripensato attorno alle persone e non guidato dal sistema e dalla burocrazia», dichiara.

«L'Italia, in questo, può e deve giocare un ruolo importante dentro l'Europa – puntualizza Cattani - perché oggi a guidare la corsa all'innovazione sono Francia e Germania». L’esperto parla di una corsa di innovazione per garantire «accesso rapido e sostenibilità di terapie importanti per la cura di patologie oncologiche, rare, infettive attraverso piattaforme terapeutiche altamente innovative come terapie geniche e cellulari. La situazione attuale espone, ancora di più, l'Europa nella dipendenza di ingredienti farmaceutici attivi (API) dalla Cina. L’ 80% circa del volume degli ingredienti attivi – sottolinea - proviene dalla Cina. In una visione strategica congiunta, quindi, l'Europa deve perseguire una sovranità nella produzione non solo di farmaci ma anche di ingredienti attivi e dare accesso e impulso lungo tutta la filiera biofarmaceutica per portare innovazione, sviluppare ricerca e renderla accessibile ai cittadini europei idealmente allo stesso tempo». Ultimo punto che Cattani elenca tra gli insegnamenti della pandemia è: «Tutti abbiamo imparato come la salute non debba essere un costo ma un investimento proprio per l'effetto volano che può determinare sul sistema economico e sociale di un intero paese».

A quello che la pandemia ci ha insegnato, ora, devono seguire degli interventi. «La politica deve dare una visione strategica – sostiene - che si traduce in una possibilità di programmazione, a lungo termine. Creando, quindi, quelle condizioni affinché l’Italia diventi un paese attrattivo per capitali,  innovazione, “cervelli” e risorse scientifiche. Con la premessa che l’Italia è dotata di clinica e di accademia di altissimo livello e di eccellenza mondiale. L’investimento – precisa - deve essere di filiera, quindi, dall'accademia alla ricerca indipendente, alla ricerca privata in una connessione di partnership che sia aperta flessibile, rapida e veloce e che possa mettere a fattor comune l'innovazione lungo tutta la filiera». 


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