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Intervista

08 Giugno 2023

Malattie cardiovascolari, Volpe (SIPREC): “Prevenzione riduce decessi e aiuta sostenibilità Ssn”

Con 17 milioni di decessi l’anno, nel mondo, 230mila casi solo in Italia, le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte. La prevenzione è la principale arma, un’attività in cui la Società Italiana di Prevenzione Cardiovascolare (Siprec) è impegnata in prima linea. A parlarne a Sanità33 è Massimo Volpe, presidente Siprec


Con 17 milioni di decessi l’anno, nel mondo, 230mila casi solo in Italia, le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte. La prevenzione è la principale arma, un’attività in cui la Società Italiana di Prevenzione Cardiovascolare (Siprec) è impegnata in prima linea. A parlarne a Sanità33 è Massimo Volpe, presidente Siprec.

“Sebbene ci sia stato un enorme progresso nella diagnosi e nella cura delle malattie cardiovascolari – spiega Volpe -, le malattie cardiovascolari restano la prima causa di morte e di ospedalizzazione e questo è dovuto all’invecchiamento della popolazione e al fatto che le persone sono più esposte, oggi, ai fattori di rischio”. Questo problema non determina solo decessi, “ma fa sì che i ricoveri e il costo sociale ed economico di queste malattie continuino a crescere” sottolinea l’esperto.

Negli ultimi anni, la prevenzione delle malattie cardiovascolari si è concentrata soprattutto su episodi acuti e cronicità. In questo ambito “si dovrebbe incidere sui fattori di rischio in tutte le età della vita, indipendentemente dal sesso o dal tipo di attività che si svolge”, sottolinea il cardiologo, secondo il quale “solo così l’infarto prima dei 65 anni potrebbe diventare, in futuro, qualcosa di molto più raro rispetto ad oggi”. Inoltre, la Siprec, attraverso la prevenzione cardiovascolare, punta a favorire la sostenibilità del sistema “non solo economica, ma anche di organizzazione, con i pronto soccorsi che sono sempre in grave difficoltà, insieme agli ospedali, e con la medicina del territorio che fatica a rispondere a tutte le esigenze legate alla cronicizzazione delle malattie cardiovascolari”, come sottolinea il presidente della Società che invita a “superare la distinzione tra prevenzione primaria e secondaria”.

Sarebbe opportuno, in ogni caso, che l’educazione parta dalle scuole. “Se le persone fossero consapevoli di ciò che possono fare per prevenire le malattie cardiovascolari, come seguire sani stili di vita, già potremmo avere dei benefici”, osserva Volpe, ricordando anche che la prevenzione “si è arricchita anche di farmaci che a bassissimo costo consentono di combattere i principali nemici del cuore, colesterolo o pressione arteriosa”. La pandemia di Covid, però, ha avuto conseguenze molto importanti sulle malattie cardiovascolari: “ha allontanato i pazienti dai programmi di prevenzione e dalle cure e ha determinato un aumento di tutte le malattie cardiovascolari, anche legate al Covid stesso”, sottolinea l’esperto, secondo il quale, inoltre, con la pandemia “le persone hanno ripreso alcune abitudini non buone come muoversi poco, seguire un’alimentazione non sana o fumare”.

Per quel che riguarda, infine, le nuove terapie, queste “consentono di raggiungere degli obiettivi più rassicuranti, soprattutto nei soggetti a rischio alto/molto”, sottolinea Volpe. E oggi, poi, “si possono associare più terapie con combinazioni precostituite. Quindi la mentalità deve cambiare, andando ad analizzare il rischio, con l’obiettivo di ridurlo e di prevenirlo”, conclude Volpe.



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