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11 Febbraio 2026Dalla survey emerge una fruizione rapida e visiva. Presentato CAREmotions con tre cortometraggi realizzati dagli studenti NABA che affrontano salute mentale, corretti stili di vita e prevenzione

Una generazione che si informa spesso, ma in tempi brevi e attraverso canali digitali e visivi. È questa la fotografia che emerge dall’indagine condotta da Fondazione MSD su studenti tra i 19 e i 25 anni, presentata oggi a Roma, secondo cui oltre il 70% dei giovani cerca attivamente informazioni su salute, benessere e prevenzione e otto su dieci dichiarano di farlo con frequenza almeno settimanale. La ricerca evidenzia anche come la consultazione avvenga prevalentemente online: motori di ricerca e social rappresentano i principali punti di accesso, con Instagram, TikTok e YouTube che da soli concentrano oltre la metà delle occasioni di contatto con contenuti informativi.
"Oggi parlare di salute ai giovani significa ascoltare come si informano e coinvolgerli nella creazione di contenuti che li riguardano", ha dichiarato Marina Panfilo, direttrice di Fondazione MSD, sottolineando come iniziative capaci di utilizzare linguaggi innovativi possano renderli "ambasciatori della prevenzione e protagonisti del proprio futuro in salute".
L’approfondimento della survey mostra una modalità di fruizione veloce e frammentata: l’80% dei giovani dedica meno di mezz’ora al giorno all’informazione, e più della metà meno di dieci minuti, richiedendo contenuti sintetici, visivi e facilmente comprensibili. Video brevi e immagini risultano infatti i formati percepiti come più efficaci per comprendere temi complessi legati alla salute, mentre la fiducia nelle informazioni online resta prudente: il 63% considera i contenuti "abbastanza attendibili" e solo una minima quota li giudica "molto attendibili", con una richiesta diffusa di maggiore trasparenza sulle fonti e di riferimenti a esperti. La motivazione alla ricerca è in gran parte personale — curiosità, interesse specifico o esperienze dirette — segno di un rapporto con l’informazione sanitaria sempre più legato alle esigenze individuali. È in questo contesto che si inserisce CAREmotions, il progetto sviluppato da Fondazione MSD insieme a NABA – Nuova Accademia di Belle Arti e presentato in conferenza stampa. L’iniziativa ha coinvolto gli studenti del triennio in Cinema e Animazione nella realizzazione di tre cortometraggi su salute mentale, stili di vita e prevenzione, pensati per comunicare in modalità peer-to-peer utilizzando codici espressivi vicini alle nuove generazioni. Roberta Mochi, dirigente dell’Ufficio Stampa della ASL Roma 1, segnala come ai loro uffici “ogni giorno arrivano centinaia di richieste d’aiuto da parte di giovani solo sui social network. È un fenomeno importante per il quale dobbiamo essere pronti. I ragazzi chiedono di essere ascoltati per spiegargli fenomeni che accadono nella loro vita. Hanno bisogno, poi, di comprendere come trattare problemi di salute come malattie sessualmente trasmissibili o problemi di cyberbullismo”.
Affiancati dai docenti e con la supervisione scientifica del professor Andrea Grignolio, gli studenti hanno seguito l’intero percorso creativo, dalla scrittura alla produzione, con l’obiettivo di sperimentare linguaggi visivi capaci di rendere più accessibili temi complessi. I tre lavori — "Lo Scontrino", "Dope Game" e "The Stranger" — affrontano rispettivamente il rapporto tra alimentazione e salute, i meccanismi legati alla gratificazione digitale e il disagio mentale, proponendo messaggi complementari e orientati alla prevenzione. “Il progetto ha rappresentato per gli studenti un’esperienza di grande valore, sia da un punto di vista formativo che creativo”, ha commentato Fabio Capalbo, Course Leader del Triennio in Cinema e Animazione di NABA, campus di Roma. “Con CAREmotions i ragazzi hanno potuto approfondire e confrontarsi con temi complessi e di forte impatto sociale, esercitando la propria creatività e raffinando le proprie competenze tecniche e professionali nel tradurre queste tematiche in un linguaggio audiovisivo efficace e di impatto per altri ragazzi come loro”. Per Sofia Crespi, ricercatrice e docente presso la facoltà di Psicologia dell’Università Vita-Salute San Raffaele e psicoterapeuta presso inTHERAPY, “il linguaggio visivo è il modo migliore per raggiungere i giovani. Hanno bisogno di contenuti rapidi, veloci e dall’alto contenuto emotivo che possa creare interesse ma li lasci poi riflettere”.
Anna Capasso
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