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03 Febbraio 2026

Salute femminile, Italia sotto la media europea per benessere e prevenzione

Secondo il Global Women’s Health Index, l’Italia registra un punteggio inferiore alla media europea


Autismo femmine

L’Italia registra livelli inferiori alla media europea per salute fisica, emotiva e prevenzione tra le donne. È quanto emerge dai dati italiani del Global Women’s Health Index, presentati da Hologic in collaborazione con Gallup.

Il punteggio complessivo dell’Italia è pari a 53 su 100, contro una media europea di 60. In particolare, il 43% delle donne riferisce dolore fisico, rispetto al 33% della media europea, mentre il 23% segnala problemi di salute che limitano la qualità della vita. Sul fronte della prevenzione, il punteggio italiano è 17, a fronte di una media europea di 25.

L’adesione ai controlli preventivi risulta contenuta. Secondo il report, il 34% delle donne dichiara di aver controllato la pressione arteriosa, il 16% di aver effettuato screening oncologici e il 15% screening per diabete e infezioni sessualmente trasmissibili. Tutti i valori risultano inferiori ai dati medi europei.

Il quadro evidenzia anche criticità sul piano della salute emotiva. In Italia il 55% delle donne riferisce livelli elevati di preoccupazione, il 44% stress, il 34% tristezza e il 13% rabbia, con percentuali superiori alla media europea. Il carico emotivo risulta più elevato rispetto a quello riportato dagli uomini.

Il comunicato dedica un focus al sanguinamento uterino anomalo, condizione che, secondo i dati riportati, interessa circa una donna su cinque tra i 35 e i 55 anni e ha un impatto significativo sulla qualità della vita. Tra il 50% e il 70% delle donne con sintomi non riceverebbe una diagnosi o non si rivolgerebbe a uno specialista. Secondo Attilio Di Spiezio Sardo, professore di Ginecologia all’Università di Napoli Federico II, esistono opzioni terapeutiche conservative e mininvasive che consentono di ridurre il ricorso all’isterectomia.

Il Global Women’s Health Index si basa su un’indagine condotta in 142 Paesi su circa 146.000 persone e analizza aspetti legati alla salute fisica, emotiva e all’accesso alla prevenzione. I risultati italiani evidenziano un divario rispetto ad altri Paesi europei, in particolare sul fronte degli screening e della diagnosi precoce.

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