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11 Dicembre 2025

Digitale in sanità, operatori favorevoli ma senza formazione e strumenti. L’indagine Fonsad

Presentati al ministero della Salute i dati della survey Fonsad su 1.144 operatori: interesse diffuso verso il digitale, ma carenze di informazione, formazione e infrastrutture


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I dati della survey sullo stato della salute digitale tra gli operatori sanitari italiani sono stati presentati il 10 dicembre, a Roma, durante un incontro al Ministero della Salute. L’indagine, commissionata dal Forum nazionale della salute digitale (Fonsad), ha coinvolto 1.144 Hcp su tutto il territorio nazionale, di cui 26% medici di medicina generale e 74% specialisti.

Dalla rilevazione emerge un interesse diffuso verso le tecnologie digitali, ma accompagnato da un livello di informazione ritenuto limitato sull’innovazione: lo dichiara il 46% dei Mmg e il 40% degli specialisti. Tra gli strumenti digitali più utilizzati figurano la telemedicina e la gestione dei dati clinici, mentre l’utilizzo dell’intelligenza artificiale resta marginale, con percentuali pari al 12% tra i Mmg e al 9% tra gli specialisti.

Nel complesso circa il 70% degli Hcp riferisce una buona predisposizione verso la trasformazione digitale, ma vengono segnalate difficoltà operative. Tra le principali barriere all’adozione delle nuove prassi emergono la resistenza al cambiamento, indicata dal 29% dei Mmg e dal 14% degli specialisti, e i problemi tecnici e infrastrutturali, segnalati dal 37% degli specialisti e dal 14% dei Mmg.

Il 75% degli operatori che si dichiarano interessati al digitale evidenzia inoltre la necessità di maggiore informazione e supporto formativo. Nonostante le criticità, l’80% degli Hcp ritiene che nei prossimi tre anni le tecnologie digitali entreranno stabilmente nella pratica clinica quotidiana.

Nel corso dell’incontro è intervenuto il ministro della Salute Orazio Schillaci, che ha sottolineato come «i dati della survey mostrano un forte interessamento dei professionisti sanitari verso l'uso delle nuove tecnologie, ma dicono anche che per molti di loro rappresenta un terreno nuovo». Il ministro ha ricordato che, grazie alle risorse del Pnrr, sono stati avviati investimenti sulla formazione digitale del personale sanitario e che «di questa formazione hanno già beneficiato 2.500 unità di personale del Ssn».

Giuseppe Petrella, presidente dell’IRCCS Crob e membro del board di Fonsad, ha affermato che l’indagine offre una fotografia dell’attuale fase della transizione e che l’intelligenza artificiale rappresenta una delle principali sfide future per il sistema sanitario, con la necessità di accompagnarne lo sviluppo valutandone benefici e potenziali rischi.

All’incontro è intervenuto anche Vito De Filippo, già sottosegretario alla Salute, che ha richiamato l’importanza di un equilibrio tra tecnologia e fattore umano nella digitalizzazione dei servizi sanitari.

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