Governo e Parlamento
13 Giugno 2024Roberto Messina, presidente di Senior Italia Federanziani e responsabile terza età della Lega, è agli arresti domiciliari con l’accusa di truffa, associazione a delinquere e riciclaggio
Roberto Messina, presidente di Senior Italia Federanziani e responsabile terza età della Lega, è agli arresti domiciliari per l’accusa di truffa, associazione a delinquere e riciclaggio. Secondo le indagini, negli anni Federanziani era stata capace di intascare sponsorizzazioni a sei cifre da case farmaceutiche internazionali senza destinare un solo centesimo alle attività pubblicizzate. A svelarlo è un’inchiesta della Procura di Roma che conta 37 indagati e che ieri ha portato il gip del tribunale capitolino Roberto Ranazzi a emettere nove misure cautelari: in cinque, fra cui il presidente di FederAnziani Roberto Messina, sono finiti ai domiciliari, mentre per altre quattro persone è stato disposto l’obbligo di firma.
Le indagini del VI Nucleo operativo metropolitano della Guardia di Finanza sono partite dalla denuncia di un dipendente del “Village”, stabilimento balneare affacciato sul mare di Roma che, nel 2018, era stato sequestrato al clan Fasciani e poi assegnato dall’Agenzia nazionale per i beni confiscati alle mafie ad una Onlus inserita nell’arcipelago della FederAnziani. Non solo, gli investigatori hanno scoperto anche che «attraverso la costituzione di altre fondazioni, associazioni senza scopo di lucro e società», alcuni degli indagati «ricevevano cospicui introiti a fronte di sponsorizzazioni e donazioni da gruppi multinazionali del settore farmaceutico». Introiti che venivano poi «riversati ad altre entità», riconducibili ai medesimi, «servendosi di fatture per operazioni inesistenti relative a consulenze e progetti fittizi».
La procura contesta a Messina e agli altri 33 indagati anche i reati di truffa, evasione fiscale ed autoriciclaggio. L’indagine del pubblico ministero Stefano Pesci, scrive oggi ‘Repubblica’, parla di imbarcazioni e immobili di lusso acquistate con i soldi della società. E anche di sei milioni di euro incassati grazie alle sponsorizzazioni delle case farmaceutiche. Raccolti attraverso il Centro Studi Economia Sanitaria e allo slogan «Prima i nonni italiani». Messina era stato candidato con la Lega nel 2022 senza riuscire ad essere eletto. ‘Il Fatto Quotidiano’ scrive che per la procura di Roma «Messina – è scritto nell’ordinanza – utilizza la propria posizione per incrementare il proprio clientelismo, mediante comportamenti e intrattenendo relazioni tra persone con l’interesse di scambi di favori, creando un danno alla collettività …». Matteo Salvini compare in molte intercettazioni dell’inchiesta. Nel corso di una perquisizione a casa di Messina, si legge su ‘Il Messaggero’, i finanziari hanno trovato una agenda blu in cui era scritto a penna il cosiddetto «parco trattative», ovvero l’elenco delle aziende farmaceutiche con cui si stavano trattando i contributi. Per una la cifra oscillava fra 350 e 500 mila euro, per un’altra si andava da 120 a 240 mila euro. I finanzieri hanno poi accertato l’arrivo di quel denaro che veniva girato, attraverso l’emissione di fatture false, a società “satellite” e infine intascato dagli indagati.
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