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29 Luglio 2022

Sanità, le misure in sospeso nel post Draghi e le priorità per l’Ssn secondo Fnomceo

Dopo Dl Concorrenza e Dl Semplificazioni, è arrivata dal Senato anche una terza legge, quella sul riordino degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico. Difficilmente, però, dopo le tre citate vedremo, altre leggi sulla sanità


Sanità, le misure in sospeso nel post Draghi e le priorità per l’Ssn secondo Fnomceo

Dopo Dl Concorrenza e Dl Semplificazioni, è arrivata dal Senato anche una terza legge, quella sul riordino degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico. Difficilmente, però, dopo le tre citate vedremo, altre leggi sulla sanità. In forse restano il provvedimento sul fine vita ed il progetto di legge per prevenzione e lotta all'AIDS. 

La vera impasse riguarda però i decreti attuativi attesi, come quello per realizzare il regolamento europeo per la salute animale, o il testo unico sulle malattie rare. Ed ancora: i decreti per attuare il SunShine Act, sulla disciplina del conflitto d’interesse, là dove si prevede la creazione di un registro delle erogazioni delle aziende farmaceutiche agli operatori sanitari. Rischio rinvio pure per i decreti sui ristori per i familiari dei sanitari deceduti per Covid. Ci sono poi le misure correlate all’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. C’è poi la Finanziaria all’orizzonte: al legislatore, le regioni chiedevano di vedersi abbuonate le maggiori spese per il Covid nel 2021 ma non è detto ci sia una rifusione completa. E ancora: approvati gli standard per la medicina territoriale con Decreto Ministero Salute numero 77, è difficile che, prima della formazione di un nuovo governo, sia aggiornato anche il Dm 70 sugli standard ospedalieri. Come è difficile sia approvato l’aggiornamento delle tariffe delle prestazioni Ssn, atteso da oltre 5 anni, daché furono riformulati i livelli essenziali di assistenza. Sono fermi i nuovi criteri di riparto del Fondo sanitario e i tavoli sulla nuova convenzione con le farmacie e sul pay-back dei dispositivi medici, oltre alla convenzione dei medici di famiglia, che deve ancora acquisire le novità del PNRR e del DM 77 in termini di case ed ospedali di comunità ed assistenza domiciliare. Si prolunga l’attesa per il Piano Oncologico Nazionale, oggetto di un ordine del giorno approvato in Senato a inizio luglio.


Il Presidente Fnomceo Filippo Anelli lancia un appello a tutti i partiti, perché inseriscano il rafforzamento del SSN nei programmi elettorali. Ed elenca dieci priorità mutuate dal Manifesto sulla Questione medica, sottoscritto da 15 sindacati il 21 aprile da tenere presenti per la sanirà. Per prima, la carenza di medici specialisti e di medicina generale: occorre eliminare il tetto di spesa per il personale, riferito al 2004, e raddoppiare le borse per la Formazione in Medicina generale rendendole attrattive. Occorre inoltre inserire in una legge la corrispondenza tra il numero delle lauree in medicina e i posti nelle Scuole di specializzazione e al Corso di formazione in Medicina generale. Sempre per legge urge riconoscere le attività professionalizzanti degli specializzandi per una corretta programmazione degli organici del personale dipendente e convenzionato nei prossimi 10 anni. Va risolto il problema delle disuguaglianze di salute sbloccando il Piano operativo nazionale (Pon) sulla Salute con i 625 milioni destinati alla sanità del Mezzogiorno ed intervenendo sulla mobilità sanitaria, con una ''Rete sovranazionale delle competenze'', dove si spostino i professionisti, e non più i cittadini. Si deve intervenire subito e con provvedimenti straordinari, sulla drammatica condizione dei Pronto Soccorso, del 118, della Medicina di Emergenza-urgenza “declinata in ambito ospedaliero e territoriale”. Sul territorio, i medici di famiglia vanno affiancati da personale amministrativo e di studio, prevedendo un aumento del Fondo aziendale dei fattori produttivi. Va garantita ai professionisti sanitari, ovunque esercitino, la piena sicurezza sul lavoro, anche con la prevenzione e la repressione delle aggressioni. Il burnout va riconosciuto come malattia professionale. Serve uno stanziamento straordinario per i rinnovi dei Contratti e degli Accordi collettivi, fermi anch’essi. E va risolto il problema delle liste d'attesa, con l'aumento del personale e, sul territorio, più ore nei contratti degli specialisti ambulatoriali. Nel privato occorre prevedere contratti omogenei ed equiparati al settore pubblico. Va implementato il Fondo sanitario nazionale, per migliorare la qualità dell'assistenza e coprire le spese dovute all'innalzamento dell'età media. Vanno semplificati i procedimenti burocratici per la prescrizione di farmaci, come la compilazione dei piani terapeutici. Infine, urge riconoscere l'autonomia delle professioni sanitarie, valorizzare il ruolo del medico, dare più voce alla professione nella governance del Ssn, tutelare l'atto medico nella telemedicina.

TAG: SANITà GOVERNO

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