Prontuario farmaceutico
22 Giugno 2026Secondo quanto riportato da La Stampa, le misure allo studio per contenere la spesa farmaceutica potrebbero estendere il meccanismo del prezzo di riferimento a intere classi terapeutiche

La revisione del Prontuario farmaceutico nazionale a cui sta lavorando l'Aifa potrebbe aprire un confronto tra Governo, industria e associazioni dei pazienti sul futuro della rimborsabilità dei farmaci. A riferirlo è La Stampa, che collega l'iniziativa alla necessità di contenere lo sfondamento della spesa farmaceutica per acquisti diretti, stimato in 4,7 miliardi di euro rispetto al tetto programmato per il 2025.
Secondo il quotidiano, una delle ipotesi allo studio prevederebbe l'estensione del meccanismo del prezzo di riferimento non solo a farmaci equivalenti con lo stesso principio attivo, ma anche a medicinali appartenenti alla stessa categoria terapeutica. In questo scenario il Servizio sanitario nazionale rimborserebbe il prodotto con il prezzo più basso, mentre l'eventuale differenza di costo per altri medicinali della stessa classe resterebbe a carico del paziente.
L'articolo cita come possibili prime aree di intervento i gastroprotettori, gli Ace-inibitori e i sartani utilizzati nell'ipertensione, le statine e gli omega-3. Sempre secondo La Stampa, i risparmi attesi per alcune di queste categorie sarebbero nell'ordine di 300 milioni di euro, mentre l'impatto complessivo delle misure potrebbe avvicinarsi al miliardo di euro considerando anche altri gruppi terapeutici.
Il quotidiano riferisce inoltre che l'Aifa avrebbe già avviato interlocuzioni con le aziende per ottenere riduzioni di prezzo, ricevendo però risposte prevalentemente negative. Tra le ragioni indicate vi sarebbe anche il nuovo sistema statunitense di riferimento internazionale dei prezzi dei farmaci, che include l'Italia tra i Paesi utilizzati come benchmark per alcuni programmi pubblici americani. Secondo questa lettura, eventuali riduzioni dei prezzi nel mercato italiano potrebbero avere ripercussioni anche negli Stati Uniti.
La Stampa segnala inoltre la contrarietà espressa da Farmindustria rispetto a una cosiddetta "clausola di salvaguardia" che prevederebbe ulteriori riduzioni di prezzo per i farmaci che, dopo tre anni dalla commercializzazione, registrassero volumi di vendita superiori alle previsioni iniziali.
Secondo il quotidiano, all'interno del Ministero della Salute sarebbero emerse perplessità sulle possibili conseguenze delle misure in termini di disponibilità dei farmaci e di trasferimento dei costi sui cittadini. L'articolo riferisce anche di lettere inviate dal ministro Orazio Schillaci al sottosegretario Marcello Gemmato e al presidente dell'Aifa Robert Nisticò per chiedere approfondimenti sulle proposte in discussione.
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