Carenza farmaci
30 Aprile 2026L’associazione segnala criticità nella supply chain legate alle tensioni geopolitiche e chiede interventi su costi e sostenibilità del settore

Il 41% delle aziende del comparto dei farmaci equivalenti e biosimilari dispone di scorte limitate a 8-10 settimane, con possibili criticità in caso di ulteriori interruzioni della catena di approvvigionamento. È quanto afferma Riccardo Zagaria, presidente di Egualia, l’associazione dell’industria dei farmaci generici, equivalenti e biosimilari.
“Il 41% delle nostre aziende dispone di scorte per sole 8-10 settimane. Se le interruzioni della catena di fornitura dovessero protrarsi oltre la capacità delle riserve attuali, i medicinali a breve scadenza spesso salvavita inizierebbero a scarseggiare”, dichiara Zagaria.
Secondo l’associazione, le tensioni geopolitiche in Medio Oriente stanno incidendo sulla logistica e sui costi lungo l’intera filiera. “Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente stanno determinando nuove criticità nelle catene di approvvigionamento dei medicinali, incidendo sia sulla logistica sia sull’incremento dei costi lungo l’intera filiera e aumentando il rischio di carenze”, spiega il presidente di Egualia.
Il sistema, aggiunge, resta operativo ma presenta elementi di fragilità. “Le rilevazioni condotte a livello europeo evidenziano un sistema ancora funzionante ma vulnerabile, caratterizzato da equilibri instabili e da una crescente dipendenza dalle misure di contenimento adottate dalle singole imprese”.
Tra i fattori di pressione vengono indicati i costi di trasporto, energia e materie prime, con effetti su ingredienti farmaceutici attivi, materiali di confezionamento e capacità distributiva.
In questo contesto, Egualia richiama la necessità di interventi a sostegno del comparto dei farmaci a brevetto scaduto. “I medicinali equivalenti rappresentano un pilastro del Servizio sanitario nazionale, ma richiedono condizioni economiche e industriali coerenti con la necessità di garantire stabilità produttiva e continuità delle forniture”, afferma Zagaria.
Secondo l’associazione, è necessario rafforzare il monitoraggio e la cooperazione a livello europeo e mantenere adeguati margini di flessibilità normativa. “Solo attraverso un approccio coordinato sarà possibile mitigare i rischi di ulteriori carenze e preservare la resilienza del sistema farmaceutico”, conclude.
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