Riforma Ssn
11 Marzo 2026Il ministro della Salute interviene al Question time alla Camera e indica le priorità della riforma del Ssn

Tre “grandi cantieri” per la riforma del Servizio sanitario nazionale: riorganizzazione del sistema, professioni sanitarie e prevenzione con digitalizzazione. È la strategia indicata dal ministro della Salute Orazio Schillaci intervenendo al Question time alla Camera dei Deputati l’11 marzo.
Secondo il ministro, la riforma del Ssn avviata dal Governo punta a introdurre “una visione d’insieme che mancava da anni”, con un cambio di approccio orientato non solo alla cura della malattia ma anche alla prevenzione. “Non si tratta di interventi spot o di rattoppi di bilancio – ha affermato – ma di un cambio di paradigma: non più un sistema che cura la malattia quando si è già manifestata, ma uno Stato che investe sulla salute prima che diventi emergenza”.
Il primo cantiere riguarda la riforma strutturale del sistema sanitario attraverso il disegno di legge A.S. 1825, che introduce una delega per la riorganizzazione dell’assistenza territoriale e ospedaliera. Il provvedimento prevede, tra l’altro, ospedali di terzo livello come centri di eccellenza a bacino nazionale, strutture dedicate alla gestione programmata delle attività e standard minimi omogenei sul territorio. L’obiettivo, ha spiegato Schillaci, è evitare che i cittadini debbano spostarsi in altre regioni per ricevere cure specialistiche. “Un cittadino non deve più salire su un treno per farsi operare magari a mille chilometri da casa perché nella sua regione non ci sono le competenze. Quella non è mobilità sanitaria, è la sconfitta dello Stato”.
Il secondo ambito riguarda i professionisti sanitari. Il ministro ha richiamato il disegno di legge A.C. 2700 sulle professioni sanitarie, che interviene su formazione, flessibilità del lavoro, incentivi per le aree svantaggiate e semplificazione degli adempimenti burocratici. Il provvedimento affronta anche il tema della responsabilità professionale, prevedendo la limitazione alla sola colpa grave nei casi in cui vengano rispettate le linee guida. “La medicina difensiva costa al sistema miliardi di euro ogni anno e svuota la professione del suo senso più profondo”, ha osservato Schillaci.
Il terzo cantiere riguarda prevenzione e innovazione digitale. Tra gli strumenti indicati dal ministro figurano il Piano nazionale della prevenzione 2026-2031, il Piano oncologico con l’estensione degli screening, il fascicolo sanitario elettronico e la telemedicina per la gestione dei pazienti cronici e delle aree interne. “Sono le fondamenta sulle quali si costruisce la sanità del prossimo decennio”, ha affermato Schillaci, sottolineando anche il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale nella diagnostica.
Nel suo intervento il ministro ha citato anche alcuni dati sull’andamento del sistema sanitario, ricordando l’incremento di 7,4 miliardi di euro del Fondo sanitario nazionale nel 2026, il miglioramento delle performance in oltre 1.000 ospedali, con un aumento del 20% legato al decreto sui tempi d’attesa, e la riduzione del divario di spesa sanitaria rispetto alla media europea. “Sono numeri reali, non promesse”, ha dichiarato.
Schillaci ha infine rivendicato la solidità del sistema sanitario italiano. “La sanità italiana è più forte di quanto il catastrofismo di professione voglia farci credere. I 23.500 centenari italiani, aumentati del 130% negli ultimi anni, ce lo dimostrano ogni giorno”.
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