Udito
03 Marzo 2026Nel World Hearing Day l’Oms richiama governi e sistemi sanitari a promuovere buone pratiche per la salute dell’udito

Oltre 95 milioni di bambini e adolescenti tra 5 e 19 anni nel mondo vivono con una perdita uditiva non trattata e senza accesso ai servizi necessari. È quanto evidenzia l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) in occasione del World Hearing Day, dedicato quest’anno al tema “From communities to classrooms: hearing care for all children”.
Secondo i dati Oms e Global Burden of Disease richiamati nell’aggiornamento, la prevalenza è più elevata nei Paesi a basso e medio reddito, in particolare nelle regioni africane e del Sud-Est asiatico. L’Organizzazione stima che quasi il 60% dei problemi dell’orecchio e dell’udito potrebbe essere prevenuto o trattato nelle strutture sanitarie territoriali, se dotate di personale formato, attrezzature, farmaci e dispositivi adeguati. Tuttavia, oltre l’80% delle persone che necessitano di cure uditive non le riceve.
L’Oms invita governi, società civile e attori dei settori salute e istruzione a promuovere buone pratiche per la salute dell’udito nei programmi scolastici, a integrare lo screening uditivo nei servizi sanitari scolastici e di comunità con percorsi di invio strutturati e a fornire a insegnanti, genitori e operatori strumenti informativi e pratici.
Tra le risorse messe a disposizione dei Paesi figurano documenti tecnici per l’implementazione dello screening uditivo, manuali per i programmi di screening di vista e udito in età scolare e modelli di erogazione dei servizi protesici nei contesti a basso e medio reddito. L’Oms ha inoltre sviluppato materiali formativi per gli operatori sanitari e prevede il rilascio di un pacchetto di interventi basati su evidenze per l’integrazione dei servizi uditivi nelle cure primarie, oltre a WHOears, un’applicazione gratuita per supportare programmi di screening nelle scuole e nelle comunità.
“La perdita uditiva non trattata ha conseguenze sull’educazione, sul benessere psicologico e sulle prospettive future dei bambini”, ha dichiarato Dévora Kestel, direttrice ad interim del Dipartimento Oms per le malattie non trasmissibili e la salute mentale, sottolineando la necessità di colmare il divario di accesso ai servizi.
Secondo l’Oms, la prevenzione delle forme evitabili, l’identificazione precoce e l’intervento tempestivo sono determinanti per migliorare gli esiti. Per i bambini già affetti da ipoacusia, l’accesso a interventi costo-efficaci – tra cui farmaci, chirurgia, apparecchi acustici, impianti cocleari, riabilitazione e tecnologie assistive – consente una piena partecipazione alla vita scolastica e sociale.
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