malattie infettive
19 Febbraio 2026La proposta di legge su prevenzione e contrasto di HIV, AIDS, HPV e IST prosegue l’iter parlamentare con l’esame in Aula
La proposta di legge su prevenzione e contrasto di Hiv, Aids, Hpv e infezioni sessualmente trasmesse è all’esame dell’Assemblea della Camera dopo il passaggio in Commissione Affari sociali, con l’obiettivo di aggiornare il quadro normativo nazionale e superare la legge 135 del 1990. Il testo introduce un Piano nazionale integrato di interventi, rafforza screening e sorveglianza epidemiologica e prevede almeno un punto di accesso gratuito e anonimo al test HIV in ogni capoluogo di provincia.
Tra le innovazioni previste figurano interventi pluriennali su prevenzione, informazione e ricerca, il potenziamento del ruolo dell’Istituto superiore di sanità nella raccolta dei dati epidemiologici attraverso una piattaforma nazionale unificata e la promozione di strategie di screening anche in modelli community-based con il coinvolgimento del Terzo settore in collaborazione con il Servizio sanitario nazionale. Il provvedimento prevede inoltre programmi di screening oncologico gratuiti per HPV, campagne informative rivolte alla popolazione e l’individuazione di centri regionali pediatrici di riferimento per la presa in carico dei minori con infezione da HIV. Il dossier del Servizio Bilancio della Camera, dedicato all’analisi degli effetti finanziari del provvedimento, evidenzia tuttavia diversi profili che richiedono chiarimenti nel prosieguo dell’iter parlamentare. In particolare, il documento segnala l’assenza di una relazione tecnica e la mancata quantificazione puntuale degli oneri associati a numerosi interventi previsti dal testo, tra cui l’estensione delle attività di screening, la realizzazione del sistema nazionale unificato di sorveglianza HIV-AIDS e l’istituzione di punti di accesso gratuiti al test su base provinciale.
Ulteriori elementi di attenzione riguardano la riorganizzazione dell’assistenza territoriale e domiciliare, per la quale il nuovo impianto normativo non prevede limiti quantitativi o finanziari analoghi a quelli contenuti nella disciplina vigente, e la creazione di centri pediatrici regionali dedicati. Il Servizio Bilancio richiama inoltre la necessità di verificare l’adeguatezza delle risorse individuate per la copertura delle misure, basate sia sul riutilizzo degli stanziamenti riconducibili alla normativa precedente sia sul fondo istituito dalla legge di bilancio con una dotazione pari a cinque milioni di euro annui a decorrere dal 2026. Il provvedimento prosegue ora l’iter parlamentare con l’esame in Aula, dove il confronto potrà estendersi anche agli aspetti di sostenibilità finanziaria e di implementazione organizzativa del nuovo assetto di prevenzione e contrasto delle infezioni sessualmente trasmesse.
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