Governo e Parlamento
16 Febbraio 2023 Primo via libera al decreto milleproroghe. Il Senato ha approvato il provvedimento con 88 sì, i no sono stati 63 e 3 gli astenuti. Il provvedimento ora passa alla Camera e va convertito entro il 27 febbraio, dove visti i tempi ristretti, è stata già preannunciata la possibilità che venga posta la questione di fiducia
Primo via libera al decreto milleproroghe. Il Senato ha approvato il provvedimento con 88 sì, i no sono stati 63 e 3 gli astenuti. Il provvedimento ora passa alla Camera e va convertito entro il 27 febbraio, dove visti i tempi ristretti, è stata già preannunciata la possibilità che venga posta la questione di fiducia.
Per quanto riguarda la sanità sono state approvate diverse misure. I medici di famiglia e i pediatri di libera scelta, convenzionati con il Servizio sanitario nazionale, possono decidere di andare in pensione a 72 anni anziché a 70 mentre viene prorogata di due anni, fino al 2025, la possibilità di assumere gli specializzandi con contratti subordinati a tempo determinato mentre il personale medico e infermieristico straniero potrà continuare ad operare in Italia fino alla fine del 2025, in regime di equipollenza dei titoli. La ricetta elettronica sarà utilizzabile fino al 31 dicembre 2024 e relativamente all’obbligo formativo Ecm, ci sarà tempo per mettersi in regola per il triennio 2020-2022 fino al 31 dicembre 2023. Sul payback 2015-2018, il pagamento dei 2,2 miliardi da parte delle aziende di dispositivi medici continuerà ad essere prorogato al prossimo 30 aprile 2023, così come stabilito dal decreto legge 4/2023. Confermato il Fondo per l’implementazione del piano oncologico nazionale 2023-2027, con una dotazione pari a 10 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2023 al 2027. Infine è prevista la possibilità di riconoscere nel monte ore formativo dei tirocinanti la sostituzione dei medici di base.
La Fnopi, Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche, esprime soddisfazione per le misure del decreto Milleproroghe - approvato in Aula al Senato - che riguardano la sanità e la professione infermieristica. "Si tratta di significativi e auspicati passi in avanti - commenta la Fnopi in una nota - che però devono rappresentare un punto di partenza e non un approdo, una base su cui sviluppare ulteriori interventi di carattere strutturale".
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