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06 Novembre 2025

Università, via libera definitivo del CdM alla riforma dell’Anvur

Approvato il decreto che aggiorna struttura e funzioni dell’Agenzia di valutazione del sistema universitario e della ricerca


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Il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva il nuovo regolamento che modifica struttura e funzionamento dell’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur). L’aggiornamento interviene a distanza di 15 anni dal precedente regolamento del 2010, adeguando il ruolo dell’Agenzia all’evoluzione del sistema universitario e della ricerca.

Secondo quanto comunicato, gli obiettivi principali della riforma sono rafforzare il sistema nazionale dell’istruzione superiore e della ricerca, rendere l’assetto organizzativo dell’Anvur coerente con gli standard europei di valutazione (ESG) e aumentare indipendenza tecnico-valutativa, trasparenza e razionalità organizzativa.

Sul piano operativo, la riforma aggiorna la programmazione annuale delle attività valutative e introduce la possibilità per Anvur di svolgere valutazioni su richiesta di soggetti anche esteri, a carico dei richiedenti. Viene inoltre ampliato il perimetro oggetto di valutazione includendo terza missione e valorizzazione della conoscenza.

Una distinzione chiave riguarda le procedure di accreditamento iniziale e periodico: il primo focalizzato sui requisiti minimi strutturali, il secondo esteso a dottorati, master e scuole di specializzazione, con procedure più snelle rispetto al modello attuale. È prevista anche la possibilità per il Ministero dell’Università e della Ricerca di richiedere valutazioni su profili di rilievo nazionale, come l’istituzione o la modifica di sedi e corsi di studio.

La riforma conferma inoltre il ruolo della valutazione come parametro per la distribuzione dei finanziamenti statali, con l’eventuale attribuzione di risorse aggiuntive in base a performance di eccellenza.

Sul piano della governance, è previsto un presidente con mandato quadriennale non rinnovabile, nominato su proposta del ministro previa consultazione parlamentare. Il consiglio direttivo sarà composto da quattro membri (contro i sette precedenti), nominati tra terne indicate da un comitato di selezione di alto profilo scientifico che include rappresentanti dell’Accademia dei Lincei e dell’European Research Council. Per la prima volta entra in organico anche un rappresentante delle istituzioni Afam.

Il collegio dei revisori è rideterminato in tre membri designati da Mur, Mef e Corte dei conti, mentre il comitato consultivo viene semplificato e articolato in nove componenti rappresentativi delle diverse realtà accademiche e sociali.

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