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16 Luglio 2025

Dazi Usa sui farmaci probabilmente dal 1° agosto, Trump accelera. UE in allerta

Un cambio di passo netto nella politica commerciale statunitense potrebbe investire a breve anche il settore farmaceutico. A dichiararlo è stato Donald Trump, che durante un evento a Pittsburgh ha annunciato l’intenzione di introdurre dazi sulle importazioni di farmaci a partire dal 1° agosto


republican presidential trump

Un cambio di passo netto nella politica commerciale statunitense potrebbe investire a breve anche il settore farmaceutico. A dichiararlo è stato Donald Trump, che durante un evento a Pittsburgh ha annunciato l’intenzione di introdurre dazi sulle importazioni di farmaci a partire dal 1° agosto. Le nuove tariffe saranno inizialmente contenute, ma avranno una funzione di avvertimento per l’industria: «Partiremo con tariffe più basse per dare alle società farmaceutiche un anno di tempo per adeguarsi. Ma se non lo faranno, scatteranno dazi molto, molto più pesanti», ha dichiarato il candidato repubblicano.

Un approccio identico sarà applicato ai semiconduttori, un altro comparto strategico su cui l’amministrazione Trump punta a riportare la produzione entro i confini nazionali.

Di fronte alla prospettiva di nuove misure protezionistiche, l’Unione Europea si mobilita. Il commissario al Commercio, Maros Sefcovic, è atteso a Washington, dove incontrerà i rappresentanti statunitensi Howard Lutnick e Jamieson Greer per tentare un'azione diplomatica preventiva. “È una trattativa lunga ed estenuante”, ha ammesso il ministro dell’Economia italiano Giancarlo Giorgetti, sottolineando le forti divergenze metodologiche tra le due sponde dell’Atlantico.

Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha quantificato gli effetti economici potenziali dei dazi USA per l’Europa:

  • Dazi al 30% impatterebbero per 37,5 miliardi di euro;
  • al 20% per 27,6 miliardi;
  • al 15% per 22,6 miliardi;
  • al 10% per 17,6 miliardi.

Ma Orsini avverte: “Il tasso di cambio euro-dollaro è già un dazio implicito. Se si deteriora dal 13% al 20%, il peso complessivo sui prodotti europei potrebbe arrivare al 50%, una soglia insostenibile”.

Il comparto life sciences è tra i più esposti, considerando che l’Europa esporta verso gli Stati Uniti farmaci per decine di miliardi di euro all’anno, con l’Italia tra i principali attori. L’introduzione dei dazi non solo danneggerebbe i bilanci delle aziende, ma potrebbe anche alterare l’equilibrio nelle catene di approvvigionamento globali, con possibili ricadute sui tempi e sui costi di distribuzione dei farmaci essenziali.

Al momento, la Commissione europea non ha annunciato contromisure ufficiali, ma una risposta proporzionata è probabile, soprattutto se i dazi dovessero colpire in modo strutturale settori chiave come quello farmaceutico. Con il rischio di una nuova escalation commerciale alle porte, Bruxelles dovrà decidere se puntare sulla diplomazia o sullo scontro.

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