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08 Luglio 2025

Farmaceutica, Ue spinge per l’azzeramento dei dazi. Segnali di apertura dagli Usa

Mentre si avvicina la scadenza del 9 luglio, data entro la quale Bruxelles punta a un’intesa per l’alleggerimento dei dazi, emergono segnali di apertura da parte americana. Il comparto farmaceutico si conferma uno dei settori strategici al centro del confronto. 


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Nel pieno delle trattative commerciali tra Unione europea e Stati Uniti, il comparto farmaceutico si conferma uno dei settori strategici al centro del confronto. Mentre si avvicina la scadenza del 9 luglio, data entro la quale Bruxelles punta a un’intesa per l’alleggerimento dei dazi, emergono segnali di apertura da parte americana.

A riferirlo è Simon Harris, ministro irlandese per il Commercio, che in un’intervista a Reuters ha parlato del dialogo avviato con Jamieson Greer, rappresentante statunitense al commercio. Secondo Harris, la filiera produttiva in ambito farmaceutico, aerospaziale e microelettronico è oggi molto più interconnessa di quanto si percepisse inizialmente, e va tutelata da politiche protezionistiche che rischiano di ostacolare la cooperazione tra le due sponde dell’Atlantico.

L’Unione europea, ha ricordato Harris, mira a un accordo che preveda l’eliminazione dei dazi doganali — politica nota come “zero-for-zero” — nei settori chiave per la competitività e la sicurezza economico-sanitaria del continente. In particolare, l’obiettivo è garantire la libera circolazione di principi attivi, dispositivi medici, componenti biotech e farmaci all’interno delle filiere transatlantiche.

Nonostante si consideri probabile l’introduzione di un dazio base al 10%, i negoziatori europei premono per un accordo quadro entro la data prevista, che possa includere una tabella di marcia vincolante per affrontare progressivamente i temi più sensibili. Tra questi, oltre alla farmaceutica, anche il settore agroalimentare e dell’aviazione civile, entrambi centrali negli scambi Ue-Usa.

Il ministro irlandese non ha escluso la possibilità di una breve proroga tecnica oltre il 9 luglio, ma ha ribadito la volontà politica di definire al più presto le condizioni per un dialogo strutturato e duraturo, evitando il rischio di escalation tariffarie che penalizzerebbero imprese, ricerca e cittadini.

Cristoforo Zervos

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