liste attesa
26 Marzo 2025Il ministro della Salute Orazio Schillaci scrive alle Regioni per "accelerare" sul tema delle liste dell'attesa perché "non è più sostenibile che in alcune Regioni le liste siano ancora immotivamente e illegalmente chiuse

Il ministro della Salute Orazio Schillaci scrive alle Regioni per "accelerare" sul tema delle liste dell'attesa perché "non è più sostenibile che in alcune Regioni le liste siano ancora immotivamente e illegalmente chiuse, costringendo i cittadini a rivolgersi ai media per vedere garantito un proprio diritto costituzionale". Così il ministro della Salute nella lettera inviata al presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga. "I recenti dati emersi dalle ispezioni condotte dai Carabinieri Nas tra ottobre e dicembre 2024 rivelano una situazione che non possiamo più tollerare: il 27% delle strutture sanitarie ispezionate presenta ancora irregolarità gravi. Persistono - ha rimarcato il ministro nella lettera - agende chiuse arbitrariamente, liste d'attesa gonfiate, sistemi di prenotazione frammentati e pratiche opache che ostacolano l'accesso alle cure".
"Come ricorderai, abbiamo lavorato per mesi a una riforma organica, frutto del confronto con ordini professionali, tecnici, associazioni e rappresentanti regionali. Non ci siamo limitati a rincorrere le urgenze, ma abbiamo allargato lo sguardo a tutti gli attori del sistema, dal ministero fino alla rete territoriale. Per la prima volta - ha ricordato Schillaci - abbiamo seguito una visione complessiva, definendo con chiarezza ruoli, compiti e responsabilità di ciascuno".
"Ho fatto il medico per oltre 30 anni nel sistema sanitario pubblico, conosco bene le difficoltà quotidiane e comprendo i disagi derivanti da carenze strutturali. Tuttavia, questi fattori non possono in alcun modo giustificare comportamenti che compromettono il diritto alla salute del cittadini - ha ribadito - medici che si rifiutano di rendere disponibili le proprie agende di lavoro al sistema di prenotazione unificato; professionisti che limitano la propria attività nel servizio pubblico privilegiando quella privata in intramoenia, creando così un sistema a due velocità; dirigenti che non esercitano i dovuti controlli su situazioni che le ispezioni dei Nas hanno dimostrato essere diffuse e sistematiche".
Schillaci sottolinea il caso del Lazio, che "dimostra che l'applicazione rigorosa delle norme porta risultati tangibili: i tempi medi di attesa sono passati da 42 giorni nel 2023 a soli 9 nei primi mesi del 2025. Questo testimonia che è possibile garantire tempi certi per le prestazioni sanitarie semplicemente applicando correttamente la normativa esistente". La piattaforma di monitoraggio nazionale "sta mostrando molti casi virtuosi ma allo stesso tempo troppe situazioni indegne".
"Sono veramente molto dispiaciuto nell'apprendere che a tutt'oggi non sia stata ancora calendarizzata la discussione in Conferenza Stato Regioni del decreto attuativo che prevede in caso di inadempienza regionale, l'attivazione di poteri ministeriali sostitutivi - denuncia il ministro - Lo schema di Dpcm è stato infatti inviato alla Conferenza Stato Regioni dal Dagl con nota del 6 novembre 2024 e diramato alle Regioni con successiva nota del giorno 8 novembre 2024, con la quale è stata convocata la prima riunione tecnica. La vigilanza è e deve restare in capo ad ogni Regione ma la negligenza e la mancata applicazione delle leggi non possono più essere tollerate".
Il ministero della Salute "è come sempre a disposizione per assistere, agevolare e contribuire a un effettivo miglioramento ma non possiamo prescindere dalla necessaria applicazione delle norme che abbiamo proposto e che sono state largamente approvate". Schillaci chiede, infine, al presidente Fedriga "di sollecitare tutte le Regioni ad adempiere con effetto immediato agli obblighi previsti al solo scopo di garantire ai cittadini una vera sanità efficiente ed equa e di inserire, nella prima data utile, all'ordine del giorno della Conferenza per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le province Autonome, la discussione del sopra citato decreto. La strada è ancora ardua, ma confido nella tua collaborazione per assicurare che il diritto alla salute sia pienamente garantito a tutti i cittadini italiani, senza disparità territoriali. Ogni confronto virtuoso sarà sempre benvenuto perché - conclude il ministro - a 45 anni dall'istituzione del nostro Ssn che tanti Paesi guardano come un esempio, si deve fare di tutto per assicurare ai nostri cittadini un'assistenza quanto più giusta ed equa".
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