malattie infettive
12 Marzo 2025Politiche territoriali e nuovi approcci sulle comunicazioni delle infezioni a trasmissione sessuale sono stati al centro del primo incontro del 2025 de "La Sanità che vorrei..." promosso dalla Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, in collaborazione con istituzioni, società scientifiche, politici e associazioni di pazienti
Un nuovo impulso alla prevenzione e al trattamento delle Infezioni Sessualmente Trasmissibili (IST), dell’HIV e delle epatiti arriva dal ministero della Salute, che punta su politiche territoriali innovative e una comunicazione più efficace. Questo l’obiettivo principale del primo incontro del 2025 de “La Sanità che vorrei...”, un progetto promosso dalla Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT), in collaborazione con istituzioni, società scientifiche, politici e associazioni di pazienti. “Grazie alla terapia antiretrovirale, l’HIV è oggi una condizione cronica con una qualità di vita sempre più vicina a quella della popolazione generale”, ha dichiarato Massimo Andreoni, Direttore Scientifico SIMIT, sottolineando l’efficacia della Profilassi Pre-Esposizione (PrEP), che permette di prevenire l’infezione nelle persone a rischio. Tuttavia, restano molte sfide, tra cui il numero ancora elevato di diagnosi tardive e la necessità di approvare in Italia la PrEP in formulazione long acting.
Sul fronte dell’epatite C, Claudio Mastroianni, Past President SIMIT, ha ricordato come i nuovi farmaci antivirali permettano di eradicare il virus in poche settimane, senza effetti collaterali. Tuttavia, il problema principale resta il cosiddetto “sommerso”: tra 200.000 e 300.000 persone sono affette dal virus senza saperlo. Fondi governativi sono stati stanziati per lo screening, ma il processo deve essere accelerato per raggiungere l’obiettivo dell’OMS di eliminare l’HCV entro il 2030. Anna Caraglia, ex Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria, Ministero della Salute, ha illustrato il Piano nazionale strategico del Ministero della Salute, attualmente in fase di approvazione. Il piano prevede un miglioramento nell’accesso ai test, il potenziamento della rete sanitaria territoriale, la formazione degli operatori sanitari e il coinvolgimento delle scuole e del terzo settore. Una volta operativo, il progetto potrebbe rendere l’Italia un punto di riferimento in Europa per la lotta alle IST, all’HIV e alle epatiti. Le istituzioni hanno ribadito il loro impegno nella lotta contro queste infezioni. L’On. Luciano Ciocchetti ha sottolineato il ruolo delle Case della Comunità nella prevenzione, mentre la Sen. Elena Murelli ha evidenziato l’importanza di prorogare fino a dicembre 2025 gli screening gratuiti per l’epatite C. Tuttavia, il successo dipenderà dallo sforzo delle Regioni nell’ampliare le campagne di prevenzione e trattamento.
Uno dei temi centrali dell’evento è stata la necessità di rinnovare la comunicazione sulle IST, puntando su linguaggi più vicini ai giovani. L’aumento dei casi di HIV, clamidia, gonorrea e sifilide tra le nuove generazioni è stato sottolineato dagli esperti, che hanno evidenziato il ruolo cruciale dei medici di famiglia nella sensibilizzazione. Vincenzo Palermo di Federchimica Assobiotec ha ribadito l’importanza della prevenzione e della PrEP per contenere le nuove infezioni, evidenziando come l’accesso ai farmaci long acting potrebbe migliorare l’aderenza tra le fasce più vulnerabili. Tra le iniziative locali, spicca la candidatura di Roma come Fast Track City, seguendo l’esempio di Bergamo. La mozione, approvata dal Consiglio Comunale, mira a rafforzare la rete di prevenzione e assistenza, aderendo agli obiettivi globali per ridurre l’incidenza dell’HIV. Infine, l’evento ha posto l’accento sull’importanza della cultura e dell’arte nella lotta contro lo stigma legato all’HIV. L’attrice Elena Di Cioccio ha presentato uno spettacolo autobiografico con finalità educative, mentre il Ministero della Salute ha ribadito il proprio impegno in campagne di comunicazione più incisive.
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