payback
21 Gennaio 2025Il presidente di Conflavoro Pmi Sanità, associazione di riferimento per le oltre 4mila piccole e medie imprese del medtech impegnate a rifornire gli ospedali dei materiali necessari a diagnosi e cure, lancia un appello alla premier

"Il payback dispositivi medici? Una patrimoniale ingiusta, spropositata e per giunta retroattiva, che va fermata quanto prima per evitare il disastro del biomedicale in Italia", così Gennaro Broya de Lucia, presidente di Conflavoro Pmi Sanità, associazione di riferimento per le oltre 4mila piccole e medie imprese del medtech impegnate a rifornire gli ospedali dei materiali necessari a diagnosi e cure, lancia un appello alla premier Giorgia Meloni, "affinché convochi un tavolo di confronto permanente per la risoluzione delle problematiche riferite al payback".
"Il momento è difficile, la situazione non è più sostenibile e lo scenario appare addirittura in ulteriore peggioramento. L'intero settore rischia infatti di finire in ginocchio con il paventato fallimento di oltre il 90% delle nostre aziende ed il conseguente licenziamento di almeno 100mila lavoratori", avverte de Lucia. Il presidente di Conflavoro Pmi Sanità sottolinea che "avere accesso alle cure significa poter avere accesso ai dispositivi medici. Ora, se questi verranno a mancare, verrà inevitabilmente a mancare anche la possibilità materiale di fare sanità e di erogare salute ai cittadini. Perché sì, il rischio è che si vada proprio verso una pericolosa carenza di materiali medicali come non s'è vista neanche durante la pandemia di Covid".
"La Meloni - conclude de Lucia - intervenga in prima persona per evitare questa catastrofe annunciata e si schieri a difesa del lavoro, della salute e dei diritti costituzionali di pazienti e cittadini. Il payback va fermato con urgenza a livello parlamentare".
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