Spesa sanitaria
03 Dicembre 2024L'Italia è uno dei Paesi più anziani del mondo, con un Servizio sanitario che da decenni lotta con finanziamenti insufficienti. Il Servizio sanitario nazionale "è da decenni tra i meno finanziati in Europa, per una cifra oggi pari al 6,3% del Pil

L'Italia è uno dei Paesi più anziani del mondo, con un Servizio sanitario nazionale (SSN) che da decenni lotta con finanziamenti insufficienti rispetto agli standard europei. Secondo il Rapporto Oasi 2024, pubblicato dall'Università Bocconi, per portare il sistema sanitario italiano ai livelli dei principali Paesi europei sarebbe necessario un investimento straordinario di almeno 40 miliardi di euro. Un importo che corrisponde a metà dell'attuale spesa annuale per l'istruzione in Italia, un dato che evidenzia l’enorme carenza di risorse destinate alla salute. L'analisi, che giunge alla sua 25esima edizione, mette in luce come l'Italia destini al SSN solo il 6,3% del PIL, una cifra che si stima resterà invariata anche nei prossimi due anni. In confronto, Paesi come Francia, Germania e Regno Unito investono dal 9 all'11% del loro PIL per la sanità pubblica. Inoltre, la spesa sanitaria privata in Italia cresce meno del PIL e si attesta al 2,2% nel 2024, pari al 26% della spesa complessiva. Un segnale che dimostra la scarsità di risorse disponibili per la salute, sia pubbliche che private.
Una delle criticità principali evidenziate dal rapporto è l'incapacità del SSN di rispondere ai bisogni crescenti della popolazione, in particolare di quella cronica, che costituisce il 41% dei residenti, e degli anziani non autosufficienti, circa 4 milioni di persone. Le lunghe liste d'attesa sono uno degli effetti collaterali di un sistema che fatica a gestire risorse scarse, senza criteri chiari per la priorizzazione dei pazienti. Questo porta a una disomogeneità nell'accesso alle prestazioni, che varia notevolmente da regione a regione e a livello locale. Il Rapporto Oasi individua alcune misure urgenti per affrontare le problematiche strutturali del SSN. In primo luogo, occorre “governare le aspettative”, chiarendo i limiti del sistema e definendo criteri di priorità per le prestazioni, in modo da evitare un sistema che promette accesso universale senza risorse adeguate. La semplificazione del sistema e la comunicazione chiara dei servizi garantiti sono essenziali per ridurre inefficienze e disuguaglianze. Altre raccomandazioni includono l’ottimizzazione della rete ospedaliera, riconvertendo le strutture più piccole e frammentate e migliorando l’organizzazione dei servizi sul territorio. È anche necessario aumentare le risorse destinate al SSN, esplorando soluzioni come l’introduzione di assicurazioni integrative o il riallocamento delle spese pubbliche.
Inoltre, il Rapporto Oasi sottolinea l'importanza di rivoluzionare la geografia e i formati dei servizi sanitari, promuovendo la digitalizzazione, l'uso della telemedicina e l'introduzione di nuove figure professionali come il case manager per la gestione della cronicità. Francesco Longo, responsabile scientifico del Rapporto, ha dichiarato che la sanità italiana è ad un punto di svolta. “Le esigenze dei cittadini sono in continua evoluzione, ma il SSN continua a presentare contraddizioni che, senza un cambiamento radicale nella gestione, rischiano di peggiorare”, ha affermato. Alberto Ricci, coordinatore del rapporto, ha aggiunto che la consapevolezza delle criticità attuali è il primo passo per avviare il cambiamento necessario. Il futuro del SSN italiano, secondo gli esperti, dipende dalla capacità di affrontare con decisione le sfide legate alla sostenibilità e all’efficienza, a partire da una revisione delle priorità politiche e delle risorse dedicate alla salute.
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