biotech
17 Ottobre 2024Il ministro è intervenuto alla presentazione del Rapporto ad interim del Tavolo di lavoro per l'internazionalizzazione delle imprese nel settore delle biotecnologie

"L'Italia può mettere in campo le proprie conoscenze e competenze" al servizio del settore delle biotecnologie. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervenendo alla Farnesina alla presentazione del Rapporto ad interim del Tavolo di lavoro per l'internazionalizzazione delle imprese nel settore delle biotecnologie.
Nel corso del suo intervento, il vice premier ha definito quello del biotech "un settore strategico di altissimo valore aggiunto", interconnesso ad ambiti quali "l'intelligenza artificiale e lo spazio", giudicandolo quindi "uno straordinario strumento di crescita, sviluppo e innovazione". "Dobbiamo puntare sulle biotecnologie", ha insistito il ministro, ricordando che "è in via di definizione la normativa europea per il comparto".
Per essere sempre più competitivi, "dobbiamo puntare su innovazione e crescita, sulla 'diplomazia della crescita'. A dicembre - ha annunciato - terremo gli stati generali dell'export nell'ambito della riunione degli ambasciatori, allo scopo che questi ultimi si sentano parte integrante di questa strategia".
"In futuro il 50% dei nuovi farmaci sarà biotech, ad esempio i vaccini o gli anticorpi monoclonali. Già 350 milioni di pazienti nel mondo hanno beneficiato di cure biotecnologiche, soprattutto nelle malattie rare" ha sottolineato dal canto suo il ministro della Salute, Orazio Schillaci, nel suo intervento per la presentazione dei risultati del Tavolo di lavoro p promosso dal Maeci, ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale. "L'attività del tavolo di lavoro è di grande rilevanza anche per il ministero della Salute", ha proseguito il ministro.
Secondo Pierluigi Paracchi, moderatore del Tavolo di lavoro per l'internazionalizzazione delle imprese nel settore delle biotecnologie, "con la pandemia le biotecnologie sono state elevate a tecnologie strategiche dai principali paesi leader a livello globale. L'Italia, con il suo patrimonio scientifico, deve assicurarsi che queste innovazioni trovino rapida e concreta applicazione - ha precisato Paracchi - rimanendo al contempo asset nazionali. Al tempo stesso, l'internazionalizzazione del settore, la collaborazione con i Paesi partner e l'attrazione di investimenti esteri sono il perno per garantire una crescita competitiva".
"Gli investimenti governativi, sia diretti sia tramite l'intermediazione delle agenzie governative, dovrebbero concentrarsi su operazioni strategiche di dimensioni competitive, allineandosi agli standard internazionali dei paesi che già guidano il settore - ha proseguito Paracchi - Oggi abbiamo presentato il Rapporto ad interim per raccogliere i commenti degli stakeholders, Irccs, università, sistema della ricerca e del trasferimento tecnologico, investitori. Nei prossimi mesi verrà elaborato e presentato il Rapporto finale".
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