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14 Ottobre 2024

Disturbi alimentari, Iss: in Italia 180 strutture dedicate. La mappa aggiornata

I dati sono stati presentati al convegno "La mappatura territoriale dei centri dedicati ai disturbi della nutrizione e dell'alimentazione: le associazioni e i servizi di cura" tenutosi all'Istituto


disturbi alimentari

Sono 180 le strutture sul territorio nazionale che si occupano di disturbi della nutrizione (Dna): 132 centri di cura e 48 associazioni, "censite" per la prima volta dall’Istituto superiore di sanità. 

I dati sono stati presentati al convegno "La mappatura territoriale dei centri dedicati ai disturbi della nutrizione e dell'alimentazione: le associazioni e i servizi di cura" tenutosi all'Istituto, organizzato dal Centro nazionale dipendenze e doping (Cndd) che ha realizzato il lavoro con il supporto del ministero della Salute-Ccm. Sono 105 i centri di cura appartenenti al Ssn e 27 al sistema del privato accreditato, e sono 63 al nord, 45 al sud e isole e 24 al centro Italia. Le associazioni sono 30 al nord, 10 al centro e 8 al sud. In testa per numero di servizi l'Emilia Romagna (23, di cui 10 centri Ssn, 4 afferenti al privato accreditato, 9 associazioni), seguita dal Piemonte (20, di cui 12 centri Ssn, 4 del privato accreditato e 4 associazioni). Generalmente le strutture prendono in carico utenti dai 13 ai 45 anni, ma il 18% afferma di poter prendere in carico bambini under 6 e il 51% tra 7 e 12 anni. Il 78% anche persone over 45. Tra gli specialisti vi sono prevalentemente psicologi, medici specialisti in psichiatria o neuropsichiatria infantile, dietisti e infermieri. Le associazioni sono composte da familiari di persone con Dna per il 92%, da cittadini volontari per il 71% e da volontari professionisti per il 56%. Alle attività partecipano, nel 31% dei casi, anche persone con Dna. 

"I disturbi della nutrizione e dell'alimentazione sono caratterizzati da un alto tasso di cronicità, mortalità e recidiva", evidenzia il presidente dell'Iss, Rocco Bellantone. Cruciale "un intervento integrato e precoce, per evitare che il disturbo diventi cronico con il rischio di danni permanenti che, nei casi più gravi, possono portare alla morte". 

''Il monitoraggio capillare effettuato sui servizi sul territorio  dedicati ai disturbi della nutrizione e dell'alimentazione -  sottolinea Simona Pichini, direttore facente funzione del Centro  nazionale dipendenze e doping - è un servizio che ci consente di  aiutare in modo concreto e di essere vicini a coloro che hanno  disturbi della nutrizione e dell'alimentazione e alle loro famiglie.  Il nostro obiettivo è che con l'aggiornamento della piattaforma, che è costante, i cittadini trovino risposte ai loro quesiti in momenti nei  quali essere tempestivi nella presa in carico può fare realmente la  differenza''. ''La mappatura di questi servizi consente di offrire al  cittadino una panoramica a 360 gradi delle risorse presenti sul  territorio - rileva Luisa Mastrobattista, primo ricercatore del Centro nazionale dipendenze e doping dell'Iss - e per questo diamo la  possibilità ai servizi censiti di inserire e aggiornare le  informazioni in qualunque momento".

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