Medici
03 Luglio 2024Con l'estate entrano in sofferenza i reparti di Medicina interna degli ospedali, che accolgono ogni anno 1 milione di ricoverati. Secondo un'indagine della Fadoi, la Federazione dei medici internisti ospedalieri, tra giugno e settembre la sofferenza può trasformarsi in emergenza

Con l'estate entrano in sofferenza i reparti di Medicina interna degli ospedali, che accolgono ogni anno 1 milione di ricoverati. Secondo un'indagine della Fadoi, la Federazione dei medici internisti ospedalieri, tra giugno e settembre la sofferenza può trasformarsi in emergenza, "quando oltre il 91% dei medici usufruiscono dei 15 giorni di vacanze nel periodo estivo, come garantito dal contratto nazionale di lavoro. Questo comporta una riduzione degli organici in reparto che varia tra il 21 e il 30% nel 48% dei casi, tra il 30 e il 50% nel 19,4% dei reparti, mentre la carenza è tra l'11 e il 20% in un altro 21,8% dei casi. Per chi resta in servizio, il volume di lavoro aumenta nel 42,7% dei casi e ciò incide 'abbastanza' sull'assistenza offerta ai cittadini nel 51% dei nosocomi, 'molto' in un altro 15,5%, 'poco' nel 21,2% dei reparti, 'per nulla' soltanto nel 6,3%.
La Fadoi, nel corso di un incontro a Roma con istituzioni sanitarie e parlamentari, ha lanciato una proposta: "Un'indagine parlamentare conoscitiva sui reparti di Medicina interna dei nostri ospedali. Quelli che fanno fronte al maggior numero di ricoveri con minore disponibilità di personale rispetto alle altre unità operative ospedaliere, per via di una classificazione 'a bassa intensità di cura' che in nessun modo corrisponde alla complessità medio-alta dei pazienti trattati. Una emergenza che si interseca con quella dei pronto soccorso, dove medici e infermieri internisti vengono spesso cooptati per coprire le falle in pianta organica, accorciando così una coperta già troppo corta e che fa sempre più fatica a coprire i bisogni assistenziali dei pazienti ricoverati nelle Medicine interne. Un'indagine che sarà fondamentale anche per indagare sulle differenze regionali e il rispetto degli standard nei vari territori".
La proposta lanciata da Fadoi è stata subito accolta con favore bipartisan da deputati e senatori, dichiaratisi disponibili a promuovere un'iniziativa per avviare l'indagine conoscitiva su reparti di Medicina interna che rappresentano il cuore pulsante dei nostri ospedali. E che per le condizioni di lavoro sempre più difficili vanno valorizzati e potenziati per non rischiare di non essere più attrattivi, visto che secondo gli ultimi dati Anvur (Agenzia per la valutazione del sistema universitario), nell'anno accademico 2022/23 sono rimaste scoperte in Medicina interna circa la metà delle borse di studio messe a bando.
"Le Medicine interne hanno assistito durante la pandemia il 70% dei pazienti Covid, trasformandosi soprattutto durante le prime terribili ondate in veri e propri reparti di sub-intensiva. Nonostante questo, le nostre unità operative sono ancora classificate 'a bassa intensità di cura', il che significa avere una minore dotazione di personale medico e infermieristico per posto letto", afferma Francesco Dentali, presidente di Fadoi. "Una incongruenza alla quale è sempre più urgente porre rimedio insiste Fadoi Anche perché la carenza di medici e infermieri è indiscutibile, ma come dimostrano i dati del ministero della Salute sul tasso di utilizzo dei posti letto nei nostri ospedali, c'è anche una cattiva distribuzione delle risorse".
"Sappiamo che Agenas (Agenzia pubblica per i servizi sanitari regionali) e il ministero della Salute stanno predisponendo un algoritmo in grado di rilevare l'effettivo bisogno di personale in base al numero e alla complessità dei ricoveri nelle singole unità operative. Un modo nuovo di definire le piante organiche evidenzia il presidente Fadoi superando l'anacronistico tetto di spesa per il personale, che resta ancora tale dopo l'aumento del 14% stabilito dal recente decreto sulle liste di attesa".
Se le carenze di letti e personale rendono sempre più difficile l'assistenza medica nei reparti di Medicina interna, è invece la burocrazia a trasformare in una corsa a ostacoli la prescrizione dei farmaci innovativi e per molte malattie croniche. Prescrizioni che richiedono un piano terapeutico sottoscritto da un medico specialista, da rinnovare periodicamente.
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