Governo e Parlamento
29 Maggio 2024Nasce il “Manifesto Europeo contro l’Ageismo”, presentato oggi nella sede del Parlamento Europeo a Roma da Fondazione Longevitas, insieme ad altre 21 organizzazioni. Un appello che giunge a pochi giorni dalle elezioni europee
L’ageismo è l’insieme di pregiudizi e discriminazioni associate all’età. Sebbene il fenomeno sia poco conosciuto, i risvolti negativi si ripercuotono in modo trasversale sui giovani e sugli anziani. I dati mostrano che l'ageismo è responsabile di oltre 6 milioni di casi di depressione nel mondo. Inoltre, il 15,7% degli anziani è vittima di abusi, quasi uno su sei. Secondo l'OMS, l'ageismo è la terza causa di discriminazione a livello mondiale. La lotta contro l'ageismo è anche una delle quattro azioni principali del Decennio dell'Invecchiamento in Buona Salute (2021-2030) delle Nazioni Unite. Tuttavia, un vero piano di contrasto al fenomeno è ancora da costruire.
L’ageismo che vede l’età anagrafica come un limite è una forma di discriminazione non ancora definita nel dibattito politico e culturale. Il problema è critico in una società longeva come quella europea. Da qui nasce il “Manifesto Europeo contro l’Ageismo”, presentato oggi nella sede del Parlamento Europeo a Roma da Fondazione Longevitas, insieme ad altre 21 organizzazioni. Un appello che giunge a pochi giorni dalle elezioni europee per chiedere ai candidati al Parlamento Europeo l’impegno a sottoscriverlo e renderlo una priorità dell’agenda istituzionale. L’ageismo è associato a una vita più breve, salute peggiore, isolamento sociale e solitudine, ha spiegato Eleonora Selvi, Presidente della Fondazione Longevitas. Inoltre, colpisce anche i giovani, limitando la crescita personale e professionale.
Secondo il Rapporto Globale sull'Ageismo del Comitato Economico e Sociale Europeo del 2021, circa il 42% della popolazione anziana europea avverte la presenza di discriminazione legata all'età, soprattutto sul lavoro. Una persona su tre in Europa, giovane o anziana, dichiara di essere stata vittima di ageismo. Questo fenomeno limita il diritto alla salute, escludendo spesso gli anziani dalle cure solo in base all’età. Durante l’incontro è stata sottolineata la necessità di abbandonare la visione basata sull’assistenza, concentrandosi sullo sviluppo dell’autonomia delle persone anziane, per eliminare alla radice il pregiudizio negativo nei loro confronti e superare le sfide urgenti, compresa la solitudine, che colpisce oltre il 44 per cento degli europei sopra i 55 anni.
Maria Teresa Bellucci, Viceministra del Lavoro e delle Politiche sociali a margine dell’evento ha sottolineato che la maggiore speranza di vita è un fattore positivo ma deve essere governata, per questo è lodevole l'iniziativa di un manifesto contro l’ageismo. “È necessario ha proseguito richiamare tutte le istituzioni ma anche la cittadinanza per fare rete, utilizzando anche le nuove tecnologie per dare risposte di assistenza sociale, sanitaria e scongiurare la non autosufficienza, l’isolamento e la solitudine, che sono un male di questo tempo. Le persone diventano sempre più anziane, ma hanno difficoltà a poter vedere istituzioni e comunità intorno a loro a proteggerle. Il governo italiano è consapevole di tutto ciò e abbiamo varato la prima legge quadro di riferimento in favore delle persone anziane, in 150 giorni abbiamo approvato un disegno di legge delega. Ovviamente questo è un punto di partenza per garantire la migliore qualità della vita ai nostri anziani”.
L’onorevole Maria Stefania Marino, ha ricordato che la discriminazione degli anziani, non riguarda soltanto l’aspetto sociale, ma anche sanitario e lavorativo. “Gli anziani ha aggiunto oggi rappresentano un tessuto sociale importante, non solo per le tradizioni, la cultura e la vita sociale, ma soprattutto per il tessuto economico. Ci sono anziani che mantengono ancora i giovani e i loro figli perché impossibilitati a trovare lavoro. La legge che abbiamo presentato come Partito Democratico alla Regione Sicilia risulta un primo passo affinché gli anziani possano essere messi, sia in campo lavorativo, sia sanitario e anche ludico nelle condizioni di poter vivere una vita dignitosa”.
Anche Paolo Ciani, Segretario XII Commissione della Camera dei Deputati, Presidente dell'Intergruppo Parlamentare per l'Invecchiamento attivo ha sottolineato che nonostante il crescente numero di anziani, ancora non c'è una consapevolezza del loro possibile ruolo nella società. Il Manifesto Europeo contro l'Ageismo propone nove interventi, tra cui la promozione delle relazioni intergenerazionali, l’inclusione digitale degli anziani, oltre a partnership strategiche con il settore privato.
Infine, Eleonora Selvi, Presidente Fondazione Longevitas ha ribadito che “la sfida è quella di far sì che questo tema entri al centro dell'agenda politica europea e non solo. L’ageismo è ancora un fenomeno poco conosciuto e poco dibattuto. Dobbiamo capire che riguarda non soltanto le persone più anziane, ma anche i più giovani, ad esempio con la presunzione di incompetenza nei loro confronti. È qualcosa che riguarda tutti, mina l'autostima delle persone e ha un grave impatto anche in termini di qualità della vita. Quindi ci rivolgiamo alle istituzioni italiane presenti oggi, ma anche attraverso i media, ai candidati al Parlamento europeo affinché adottino una strategia europea per contrastare questo fenomeno, sempre più rilevante in una società longeva come quella europea”.
Sofia Gorgoni
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