Covid
22 Maggio 2024L’Italia ha sofferto durante il Covid. Quanto fatto non va sprecato, occorre prepararsi a prossime pandemie portando a sistema un modello di prevenzione, risposta e anche ricerca: è il messaggio di Raffaele Lodi presidente Rete Irccs neuroscienze e neuroriabilitazione
L’Italia ha sofferto durante il Covid. Quanto fatto non va sprecato, occorre prepararsi a prossime pandemie portando a sistema un modello di prevenzione, risposta e anche ricerca: è il messaggio di Raffaele Lodi presidente Rete Irccs neuroscienze e neuroriabilitazione che riassume il senso del meeting “Long Covid e malattie neurologiche: analisi degli effetti a lungo termine e strategie di intervento”. Promosso a Roma con il patrocinio della Società Italiana di Neurologia, la collaborazione del Centro Studi Americani e la partnership di Edra, l’incontro si è sviluppato in due parti. Nella prima i ricercatori degli Istituti scientifici Graziano Onder e Camillo Marra (Gemelli di Roma), Luana Benedetti (San Martino di Genova), Alessandro Padovani (presidente SIN), Nicola De Stefano (AOU Siena), Francesco Benedetti (San Raffaele) e Luca Battistini (Santa Lucia Roma) hanno evidenziato relazioni tra virus Covid e danno neurologico a distanza. Studi multicentrici a partire dal “Neurocovid” della SIN su 3 mila pazienti confermano l’azione infiammatoria del virus nel sistema nervoso centrale. I numeri rilevano depressione sviluppata nel 30% dei soggetti con polmonite (dato identico a quello USA su un gruppo di pazienti 20 volte più grande); per saperne ancora di più servono investimenti. Ma l’Italia è in grado di costruire un piano di “preparedness” che passi anche per la ricerca? Se n’è parlato alla tavola rotonda con l’ex Ministra della Salute Beatrice Lorenzin, senatrice commissione Bilancio (Pd) e Vanessa Cattoi, deputata commissione Bilancio (Lega) e coordinatrice dell’intergruppo parlamentare Insieme contro il cancro.
Dubbi sulla “preparedness” Per Lorenzin, «non siamo preparati. Lo si vede da come la società tende a rimuovere la pandemia. La maggior parte delle persone non la vuol sentire nominare. Persino i medici non vogliono più fare l’urgenza. C’è poi un aspetto economico: la preparazione alle pandemie costa, si deve investire su stoccaggio DPI, farmaci, formazione, qualità numero medici, organizzazione, e normativa. Si tratta di risorse che si spera di non usare mai. Ma se non fossero usate qualcuno obietterà che questa prevenzione è stata uno spreco».
Il declino europeo Lorenzin lancia un’ulteriore provocazione. «In tutta l’Unione Europea servono azioni di competitività di sistema. Noi dovremmo disporre di vaccini qualora ve ne fosse necessità. Purtroppo, contro il Covid ci sono voluti gli investimenti USA per sviluppare il brevetto europeo altrimenti il vaccino non ci sarebbe stato». Cattoi sottolinea difficoltà che proprio a Bruxelles il governo starebbe incontrando. «Per renderci indipendenti come paese dobbiamo investire, e non solo sui farmaci ma ad esempio sulle specializzazioni mediche. Per i suddetti investimenti però va aperto un tavolo con quella commissione europea che imponeva tagli orizzontali all’Italia». In tema di spesa pubblica, una proposta: «Fatta 100 la spesa sanitaria, un 5% è prevenzione, un 51% è medicina del territorio e di distretto, un 44% ospedali. Potremmo impegnarci –dice Cattoi– ad aumentare la percentuale dedicata alla prevenzione nell’offerta del Servizio sanitario nazionale».
I suggerimenti ISS «La lezione del Covid è che i virus vanno combattuti a livello globale. Ed è un errore aver detto no alla card vaccinale (prevista nell’ambito dell’accordo tra Unione Europea ed Organizzazione Mondiale della Sanità ndr), per motivi che non comprendo: i paesi devono essere in grado di conoscere i flussi di persone che viaggiano, così da prevenire per tempo le epidemie» aggiunge Lorenzin. Nicola Vanacore dell’Istituto Superiore di Sanità invita a puntare su nuove misure di trattamento dati e su progetti di ricerca da condividere a livello globale. È la prima di sei azioni possibili. Le altre sono: iniziative di supporto psico sociale e call center; rafforzamento della medicina generale; un programma di cura della formazione e delle condizioni psicofisiche del personale sanitario; test standardizzati per diagnosticare long covid e deficit cognitivi ad esso legati; infine, più attenzione ai fragili. Visto che le metanalisi curate dallo stesso ISS attribuiscono ai pazienti Alzheimer una probabilità di morte per Covid 5 volte maggiore, occorrerebbe riprendere in mano le indicazioni del tavolo del Ministero della Salute sulle demenze riguardo all’assistenza agli anziani parametrate sui setting residenziali: casa, centri diurni, Rsa.
Le contraddizioni italiane Luigi Frati, ex Preside di Medicina e Rettore della Sapienza, oggi Direttore Scientifico IRCCS Neuromed Pozzilli, osserva infine come il virus Covid in Italia sia stato isolato in uno di quei piccoli ospedali che si vorrebbero veder chiusi; come sempre in Italia negli Irccs sia privilegiato il finanziamento delle discipline di punta mentre occorrerebbe un’ottica transdisciplinare; come spesso l’industria “snobbi” le ricerche delle startup che portano a terapie con principi attivi poco costosi; come una buona sanità sia possibile solo nei paesi dove si investe in una buona ricerca.
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
17/04/2026
Le due federazioni chiedono indicazioni specifiche nel ddl su percorsi di cura e accesso ai farmaci per persone con malattie rare e tumori rari
17/04/2026
Il Consiglio regionale approva all’unanimità una mozione bipartisan che impegna la Giunta a verifiche periodiche sui centri senologici e sui percorsi di cura oncologici
17/04/2026
Nel monitoraggio nazionale ALPI aumentano le prenotazioni tramite CUP : tutte le Regioni e Province autonome hanno trasmesso i dati sui volumi delle prestazioni ambulatoriali
17/04/2026
Confindustria Dispositivi Medici e Sport Senza Frontiere lanciano “Steps 4 Future”
©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)