Governo e Parlamento
16 Maggio 2024Il ministro Orazio Schillaci ha inviato un messaggio all'incontro di presentazione del XVI Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici, organizzato dalla Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia, in occasione della Giornata nazionale del malato oncologico
"La lotta ai tumori è una priorità mia e del ministero della Salute. In linea con questo impegno, il Piano oncologico nazionale pone l'attenzione sulla centralità del malato e sulla riduzione delle disuguaglianze nell'accesso alle cure, secondo un approccio globale e intersettoriale, con una maggiore integrazione tra prevenzione, diagnosi precoce e presa in carico. Sono questi gli obiettivi su cui ci stiamo focalizzando, insieme ad un investimento forte nella ricerca, che è sinonimo di futuro". Così il ministro della Salute, Orazio Schillaci, in un messaggio inviato all'incontro di presentazione del XVI Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici, organizzato dalla Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia (Favo), in occasione della Giornata nazionale del malato oncologico.
"Grazie al lavoro di ricercatori, medici, operatori sanitari e volontari continua il messaggio di Schillaci possiamo offrire una speranza concreta e migliorare la vita di tanti malati oncologici. In questa giornata voglio dedicare un pensiero anche ai guariti dal cancro. Abbiamo dato un segnale importante con l'approvazione in Parlamento della legge sull'oblio oncologico, restituendo alle persone che si sono lasciate alle spalle un tumore la possibilità di vivere una vita piena senza steccati e discriminazioni. Ringrazio le associazioni di volontariato in oncologia, il cui sostegno è fondamentale".
Dal rapporto emerge la necessità di una cabina di regia per monitorare l'attuazione del Piano oncologico nazionale e di affrontare con urgenza le 4 priorità per garantire cure a tutti i pazienti: Reti oncologiche regionali, percorsi diagnostico terapeutici assistenziali (Pdta), valorizzazione del personale, Rete nazionale tumori rari.
"Il Piano oncologico nazionale 2023-2027, a distanza ormai di un anno dalla sua approvazione, non è operativo. Le 125 pagine del documento, che dovrebbe rappresentare la guida istituzionale di riferimento per la strategia di controllo dei tumori in Italia, sono totalmente disattese", denuncia il report. Innanzitutto, "va istituita la cabina di regia nazionale per monitorarne l'attuazione e individuarne i necessari incentivi come stimolo per le Regioni. Ci sono poi 4 priorità su cui lavorare con urgenza, "a partire dalle Reti oncologiche regionali, che devono rappresentare la prima porta di ingresso del paziente oncologico nel sistema per la sua presa in carico globale. Il modello di rete pone le basi per l'equità di accesso alle cure, la continuità assistenziale e la ricerca clinica diffusa. Ma solo in poche regioni le Reti oncologiche sono totalmente performanti, anche in accordo con la loro organizzazione/governance di rete". Perché si raggiunga una reale efficienza in tutto il Paese, "è indispensabile l'istituzione, non più procrastinabile, presso il ministero della Salute, del Coordinamento generale delle Reti oncologiche".
La seconda priorità dettata dal rapporto è la realizzazione e diffusione dei Pdta, strettamente connessi alle Reti oncologiche, di cui rappresentano l'elemento portante. La terza priorità è la programmazione e valorizzazione del personale del servizio sanitario: entro il 2025 è previsto un ammanco di oltre 43mila specialisti. Infine, quarto punto, "è necessario attivare la Rete nazionale tumori rari (Rntr), la cui attuazione è volta a superare le criticità nella cura dei pazienti colpiti da queste neoplasie e, soprattutto, a razionalizzare il fenomeno della migrazione sanitaria".
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