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12 Gennaio 2024

Responsabilità medici, Gemmato: ora maggiore tutela del lavoro dei professionisti sanitari

Con l’approvazione alla Camera della mozione sulla responsabilità medica si inizia un percorso per una maggiore tutela del lavoro dei professionisti sanitari. Un atto dovuto nei confronti dei nostri operatori sanitari, che sono la migliore espressione del nostro SSN


Responsabilità medici, Gemmato: ora maggiore tutela del lavoro dei professionisti sanitari

Con l’approvazione alla Camera della mozione sulla responsabilità medica “si inizia un percorso per una maggiore tutela del lavoro dei professionisti sanitari. Un atto dovuto nei confronti dei nostri operatori sanitari, che sono la migliore espressione del nostro SSN”. Lo dice Marcello Gemmato, sottosegretario alla Salute, che commenta con favore l'approvazione alla Camera delle mozioni sulla responsabilità professionale volte ad introdurre una serie di paletti alla responsabilità penale dei medici. L'impegno del governo, sancito dalla mozione, è di limitare la responsabilità penale dei medici modificando il codice penale. “Un primo importante passo verso un sistema che riduca il ricorso alla medicina difensiva e favorisca invece il recupero del rapporto fiduciario medico-paziente. Passaggio essenziale e non più procrastinabile in un Paese che ogni anno vede intentate ai danni di medici più di 35.600 nuove azioni legali che, tuttavia, nel 97% dei casi sono del tutto infondate”, dichiara Silvestro Scotti, segretario generale Fimmg. Il leader Fimmg ringrazia il Governo per essersi impegnato su un tema tanto importante e sottolinea l’esigenza di completare il cambiamento in atto nel più breve tempo possibile attraverso l'adozione di un provvedimento a lungo atteso dalla professione.

Soddisfazione per la mozione approvata arriva dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo) e dai sindacati di categoria. "Ci aspettiamo ora che tutto questo si traduca in azioni concrete ed efficaci, che sfocino in un provvedimento lungamente atteso, che porti l'Italia al passo degli altri paesi europei, depenalizzando l'atto medico, fermo restando il diritto dei cittadini a un giusto e rapido risarcimento", afferma il presidente Fnomceo Filippo Anelli, ricordando che sono 300mila le cause per presunta colpa medica che giacciono nei Tribunali, 35mila le richieste di risarcimenti. Ma "il 90% delle cause - sottolinea - finisce in un'assoluzione". Gravi, però, le conseguenze sulla vita professionale e privata del medico ingiustamente accusato, e rilevanti le ripercussioni in termini economici sul Servizio sanitario nazionale. Plaude anche Pierino Di Silverio, segretario del maggiore sindacato dei medici ospedalieri, l'Anaao Assomed. La mozione spiega, "è un atto importante. Si tratta di un atto di civiltà, se si pensa che siamo tra i pochissimi paesi, insieme soltanto e Polonia e Messico, a prevedere ancora la colpa professionale dei medici". Ma in attesa della formulazione di una legge in materia, l'Anaao chiede innanzitutto la proroga dello scudo penale per la categoria - già previsto nel periodo del Covid - e, contestualmente, l'attivazione di un tavolo con le parti sociali e ministero della Salute.

Anche secondo Guido Quici, presidente della Federazione Cimo-Fesmed, "il personale sanitario non può lavorare costantemente sotto la spada di Damocle della responsabilità penale e i diritti dei pazienti che ritengono di essere stati danneggiati. Una norma che depenalizzi l'atto medico - afferma - è necessaria per garantire maggiore tranquillità ai medici e ingenti risparmi per le casse dello Stato". Ciò considerando che la 'medicina difensiva', ovvero l'atteggiamento da parte dei professionisti che porta ad un eccesso di prescrizioni di esami e test per prevenire appunto i contenziosi, costa ogni anno 10 miliardi di euro.  

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