Medicina
11 Ottobre 2023 "Dei 500 milioni di euro messi a disposizione delle Regioni per la riduzione delle liste d'attesa nel 2022 solo il 69,6% sono stati utilizzati. C'è un residuo di oltre 160 milioni. Le analisi più recenti confermano questa tendenza con differenze significative tra Regioni". Lo ha sottolineato il ministro della Salute, Orazio Schillaci
"Dei 500 milioni di euro messi a disposizione delle Regioni per la riduzione delle liste d'attesa nel 2022 solo il 69,6% sono stati utilizzati. C'è un residuo di oltre 160 milioni. Le analisi più recenti confermano questa tendenza con differenze significative tra Regioni che hanno speso più del 100% e Regioni che hanno dedicato all'abbattimento delle liste solo il 30% della dotazione. Molto spesso questo è dipeso dalla mancanza di tempo-medico che si sarebbe potuto ottenere ricorrendo proprio agli specialisti ambulatoriali". Lo ha sottolineato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervenendo al 55/mo Congresso Nazionale del sindacato Sumai Assoprof.
"Non è più pensabile continuare a parlare della piaga delle liste d'attesa e vedere in alcune Regioni - ha detto Schillaci - gli specialisti ambulatoriali convenzionati interni di coprire anche meno di 25 ore settimanali".
Un altro problema, ha affermato il ministro, è dato dal fatto che "non ci sono dati ufficiali e la prima cosa è avere dati certi rispetto ai tempi di attesa, perché le Regioni non mandano i dati in modo corretto. Ci stiamo adoperando per avere dati veri, perché è da lì che si parte per risolvere il problema".
La "gran parte delle risorse che arriveranno nella legge di bilancio - ha concluso - saranno dunque dedicate a due priorità: la valorizzazione del personale sanitario e la riduzione delle liste di attesa".
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