Governo e Parlamento
12 Giugno 2023 È morto all'ospedale San Raffaele di Milano dove era nuovamente ricoverato da venerdì sorso Silvio Berlusconi. Il leader di Fi aveva 86 anni. Berlusconi, oltreché nel campo imprenditoriale, è stato un protagonista della politica italiana: quattro volte primo ministro
È morto all'ospedale San Raffaele di Milano dove era nuovamente ricoverato da venerdì sorso Silvio Berlusconi. Il leader di Fi aveva 86 anni. Berlusconi, oltreché nel campo imprenditoriale, è stato un protagonista della politica italiana: quattro volte primo ministro, dalla prima vittoria del 27 marzo 1994 al tramonto nel novembre 2011. Nel mezzo, il Governo del 2001, quello del "contratto con gli italiani" in 5 punti nel quale si impegna ad abbattere la pressione fiscale, diminuire la criminalità, alzare le pensioni minime ad almeno un milione di lire al mese, creare un milione di nuovi posti di lavoro.
Il 20 aprile 2003 Berlusconi sale al Quirinale e si dimette. In carica quasi quattro anni, 1.412 giorni, il Berlusconi II è il governo più longevo della storia repubblicana. Tre giorni dopo, nasce il terzo governo Berlusconi, segnato da un rapporto sempre più complicato con l'Unione europea e la politica economica, tanto che il ministro del Tesoro Giulio Tremonti è costretto a dimettersi nel 2005 per lasciare il posto a Domenico Siniscalco.
Nel 2007 Silvio Berlusconi lancia il Popolo della Libertà che alle elezioni politiche del 2008 vince. Nasce così il IV governo Berlusconi che dura fino al 12 novembre 2011, quando la crisi economica, il declassamento dell'Italia da parte delle agenzie di rating, lo spread alle stelle, le pressioni dell'Ue, lo spingono a gettare la spugna e a salire al Quirinale per rimette il suo incarico nelle mani del capo dello Stato Giorgio Napolitano.
Unanime il cordoglio della politica e del mondo industriale. "È venuto a mancare Silvio Berlusconi. È importante per noi ricordarlo. Porgo le mie condoglianze alla famiglia e al suo partito". Così il ministro della salute Orazio Schillaci, in apertura della conferenza stampa per presentare la campagna nazionale per la donazione di sangue e plasma 2023 "dona vita dona sangue", invitando a osservare un minuto di silenzio in suo ricordo.
''La morte di Silvio Berlusconi mi addolora profondamente, l'Italia perde un protagonista indiscusso della vita politica che dalla sua discesa in campo, nel 1994, fino all'ultimo giorno ha operato con passione e impegno per la Nazione e per gli italiani. Berlusconi ha introdotto importanti elementi di novità nelle istituzioni e nella vita degli italiani e sono certo che l'intera comunità di Forza Italia continuerà a sostenere i suoi valori e le sue battaglie per la libertà e per lo sviluppo economico e sociale dell'Italia" ha affermato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ricordando l'ex premier. "A tutti loro, ai ministri e ai parlamentari e soprattutto alla sua famiglia e ai suoi cari esprimo la mia vicinanza in questo difficile momento e le mie più sentite condoglianze''.
Anche Farmindustria partecipa al dolore dei familiari, degli amici e dei sostenitori per la scomparsa del Presidente Silvio Berlusconi. “Lo ricordiamo” sottolinea una nota “quale protagonista vitale della dimensione pubblica, attento alle ragioni dell’impresa e del lavoro. In più occasioni ha partecipato ai nostri eventi e quale Presidente del Consiglio ha prestato attenzione al carattere strategico del settore in quanto motore di innovazione e di valore manifatturiero e al ruolo fondamentale dei farmaci per la salute”.
Nel cordoglio generale spicca quello dei suoi ex ministri della Salute. "Grazie Silvio per quello che hai fatto per l'Italia. Non lo dimenticherò mai. È stato un onore immenso essere stato tuo ministro" ha scritto su Twitter Francesco Storace, che è stato ministro della Salute del terzo Governo Berlusconi, dal 2005 al 2006”.
Anche Girolamo Sirchia ministro della Salute del secondo Governo Berlusconi, dall'11 giugno 2001 al 23 aprile 2005, esprime "una grande tristezza. Sono profondamente dispiaciuto per la morte di Silvio Berlusconi" ha detto all'Adnkronos Salute Sirchia, che ha rivoluzionato le abitudini degli italiani con la sua legge sul fumo. "Una normativa difficile da far accettare", ammette, ma resa possibile proprio dal sostegno dell'allora capo del Governo.
"Abbiamo avuto momenti di grande accordo e momenti di disaccordo, ma globalmente c'è stato sempre reciproco rispetto. Sono molto colpito", ha detto ancora Sirchia. "Al di là di tutto devo a lui il fatto che la legge sul fumo sia diventata realtà. Se non ci fosse stato il suo sostegno l'avrebbero affondata perché il resto del Governo non era d'accordo. Gran parte del merito, dunque, è suo. Davvero un grande dispiacere la sua scomparsa", conclude.
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