Collegare meglio la ricerca che si svolge negli atenei italiani al mondo dell’impresa: è questa la sfida che l’università italiana e le facoltà di medicina non devono perdere. Lo afferma il Ministero dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa parlando al 14° Forum Pharma organizzato a Roma dalla Società Italiana di Farmacologia « Se noi vogliamo che il mondo della formazione interagisca meglio con il mondo del lavoro dobbiamo anche cambiare l’architettura dei nostri corsi di laurea. Nella sua Lettura Magistrale dal titolo “La formazione universitaria nell’epoca delle sfide sociali e sanitarie”, il Ministro ha tracciato un filo conduttore delle iniziative fin qui intraprese dal suo dicastero. E ha sottolineato che, «nell’ambito delle prossime sfide in ambito sanitario, il tema della ricerca sarà cruciale, assieme a quello della formazione e delle nuove competenze». Per la medicina, l'ambito in cui si colloca la ricerca universitaria è sempre più legato ai “big data” ed alle piattaforme informatiche. «Stiamo lavorando sulla costruzione di un sistema in cui i dati della ricerca possano avere un utilizzo non solo per la governance sanitaria ma anche per la ricerca stessa. Le scienze dei dati in campo sanitario possono influenzare diversi ambiti, dalla terapia alla diagnosi, dalla farmacologia allo sviluppo di nuove terapie», ha spiegato Messa. Ma forse il passaggio più atteso è quello della formazione.
L’università sta attraversando un momento importante, in tutti i corsi di laurea una legge appena approvata concede la possibilità di iscriversi lasciando la porta aperta alla contemporanea iscrizione ad un secondo corso purché di un’altra classe disciplinare (per intenderci, non ci si può iscrivere a due corsi di Medicina); e consente di iscriversi a due corsi post laurea (od un corso di laurea ed un post-laurea) in contemporanea. Ma soprattutto nel campo dei corsi di studi di medicina a numero programmato è appena stato modificato il test di ammissione, e se da quest’anno partiranno i corsi di preparazione a carico degli atenei, molto meno costosi, dal prossimo il “quizzone” nazionale sarà sostituito da un percorso di avvicinamento a tappe, che inizia in quarta superiore e si conclude con dei test, ripetibili, il cui punteggio potrà o meno permettere l’iscrizione a Medicina od Odontoiatria. «Se noi vogliamo che il mondo della formazione interagisca meglio con il mondo del lavoro dobbiamo anche cambiare l’architettura dei corsi di laurea», ha spiegato Messa. «Lo stiamo facendo attraverso alcune riforme: quella delle classi di laurea, delle lauree abilitanti, la possibilità di iscriversi a due corsi di laurea contemporaneamente, sono tutte riforme che vanno nel segno dell’interdisciplinarietà. Il nostro sistema, che è ottimo ma che è un sistema molto disciplinare, non regge più perché il cambiamento dei saperi oggi nel mondo della complessità è enorme». Ovviamente, formazione e ricerca sono due mondi che si influenzano a vicenda e soprattutto molto la ricerca influenza la formazione. Nella sua lettura, Messa ribadisce che il filo conduttore delle iniziative del Ministero da lei diretto è stato «quello di provare a fare in modo che ci sia da un lato un rafforzamento e un maggiore finanziamento della ricerca e dall’altro che questa non si fermi alle pubblicazioni scientifiche ma che sia collegata molto di più e meglio al mondo dell’impresa».
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