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25 Febbraio 2026

Ucraina, Oms: nel 2025 +20% di attacchi alla sanità

Picco nell’ultimo trimestre con 184 episodi, 12 morti e 110 feriti. Dal 2022 documentati 2.881 attacchi contro strutture e operatori


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Nel quarto anno di guerra, gli attacchi contro il sistema sanitario ucraino continuano ad aumentare. Nel 2025 si è registrato un incremento di quasi il 20% rispetto al 2024, con il numero più elevato di episodi dall’inizio del conflitto. È il bilancio diffuso dall’Organizzazione mondiale della sanità, che dal 24 febbraio 2022 ha documentato almeno 2.881 attacchi contro operatori sanitari, strutture, ambulanze e magazzini di medicinali. "In un anno segnato dalla speranza di colloqui di pace, la realtà sul campo raccontava una storia diversa", sottolinea l’agenzia Onu. Il picco si è registrato nell’ultimo trimestre del 2025, con 184 episodi che hanno causato 12 morti e 110 feriti tra operatori sanitari e pazienti. Complessivamente, in quattro anni di guerra, 233 operatori e pazienti sono stati uccisi e 930 feriti in attacchi contro strutture sanitarie, azioni che l’Oms definisce violazioni del diritto internazionale umanitario.

Particolarmente colpita la logistica dei farmaci: nel 2025 gli attacchi ai magazzini sono triplicati rispetto all’anno precedente, compromettendo le catene di approvvigionamento. I servizi sanitari risultano sotto pressione sia per gli attacchi diretti sia per gli effetti a cascata dei bombardamenti sulle infrastrutture civili, comprese le centrali termoelettriche che sostengono la rete elettrica del Paese. Secondo una valutazione condotta nel dicembre 2025, il 59% delle persone che vivono nelle aree di prima linea riferisce uno stato di salute scarso o molto scarso, contro il 47% nelle zone non direttamente coinvolte nei combattimenti. "Dopo quattro anni di guerra, i bisogni sanitari sono in aumento, ma molte persone non riescono a ricevere le cure di cui hanno bisogno, in parte perché ospedali e cliniche vengono regolarmente attaccati", afferma il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus. "In definitiva, la migliore medicina è la pace", ribadisce. Il direttore regionale per l’Europa, Hans Henri P. Kluge, parla di "una grave crisi sanitaria". I bisogni di salute mentale risultano particolarmente elevati: il 72% delle persone intervistate ha sofferto di ansia o depressione nell’ultimo anno, ma solo una su cinque ha cercato aiuto. Crescono anche le malattie cardiovascolari: un ucraino su quattro soffre di ipertensione pericolosamente alta e l’80% segnala difficoltà nell’accesso ai farmaci, soprattutto per i prezzi elevati.

L’inverno appena trascorso è stato il più rigido dall’inizio del conflitto. Gli attacchi alle infrastrutture energetiche hanno lasciato milioni di persone senza riscaldamento, elettricità e acqua. A Kiev, nel gennaio 2026, un bombardamento ha privato quasi 6.000 edifici del riscaldamento con temperature sotto lo zero, costringendo circa 600.000 residenti a lasciare la capitale. "È un ciclo devastante", commenta il rappresentante Oms in Ucraina, Jarno Habicht, descrivendo il ripetersi di danni e riparazioni alle centrali termiche sotto i colpi degli attacchi. L’aumento dei traumi legati alla guerra sta determinando una crescente domanda di interventi chirurgici, emoderivati, servizi di salute mentale e riabilitazione. In prima linea, la chiusura delle farmacie e i rischi per la sicurezza aggravano ulteriormente l’accesso alle cure. Per il 2026, l’Oms ha lanciato un appello per raccogliere 42 milioni di dollari, con l’obiettivo di garantire assistenza sanitaria a 700mila persone e sostenere un sistema allo stremo dopo quattro anni di conflitto.

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