Medicina
08 Luglio 2024I conflitti bellici spiegano indeboliscono i sistemi sanitari nazionali, espongono i pazienti oncologici, per definizione fragili, a infezioni, li costringono a interrompere e a posticipare cure salvavita, ostacolano la catena di distribuzione dei farmaci

In Ucraina un ritardo di 4 mesi nella diagnosi e nell'inizio delle cure per i 5 tumori più frequenti nel Paese causerà quasi 4mila morti per cancro in più nei prossimi anni. Lancia l'allarme l'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), che al tema 'Oncologia nei contesti di guerra' ha dedicato a una sessione del Congresso nazionale Aiom Giovani, a Firenze. "La guerra aumenta il rischio di morire di tumore", avvertono gli esperti. "I conflitti bellici spiegano indeboliscono i sistemi sanitari nazionali, espongono i pazienti oncologici, per definizione fragili, a infezioni, li costringono a interrompere e a posticipare cure salvavita, ostacolano la catena di distribuzione dei farmaci, distraggono risorse che dalla Sanità vengono destinate alla Difesa, rallentando o cancellando i programmi di prevenzione contro le neoplasie".
Negli scenari di guerra "l'aumento del rischio di cancro per la diffusione incontrollata di agenti inquinanti, i ritardi diagnostici e i ritardi terapeutici rappresentano tutti insieme motivo di preoccupazione afferma Francesco Perrone, presidente Aiom poiché si traducono tutti in un aumento della mortalità. Una stima pubblicata su 'Jco Global Oncology', basata su una ottimistica ipotesi di soli 4 mesi di ritardo terapeutico precisa porta a prevedere un eccesso di ben 3.600 morti nei prossimi pochi anni".
"Aiom sottolinea il presidente è una società scientifica che guarda con attenzione anche a ciò che accade al di fuori dei nostri confini. Non possiamo limitarci a evidenziare le difficoltà, pur rilevanti, che incontrano i clinici e i pazienti colpiti dal cancro nel nostro Paese. La scienza ha un approccio globale e siamo pronti a collaborare con le società scientifiche di quelle aree del mondo, come l'Ucraina, che stanno affrontando enormi ostacoli nelle cure oncologiche a causa dei conflitti armati". Anche per questo l'edizione 2024 dei 'Numeri del cancro in Italia' conterrà un capitolo con le testimonianze degli oncologi che lavorano in Ucraina e in altri contesti di guerra, anticipa l'associazione.
"Al National Cancer Institute di Kiev, il più importante centro oncologico del Paese evidenzia Massimo Di Maio, presidente eletto Aiom nella prima fase del conflitto il personale ha fatto sforzi incredibili per riuscire a somministrare le chemioterapie, perché a causa dei blocchi improvvisi in città molti dei medici e degli infermieri non riuscivano nemmeno a raggiungere l'ospedale. Nei successivi 2 anni tutti gli operatori sanitari hanno compiuto sforzi importantissimi per ricondurre la situazione vicino alla normalità, pur permanendo tutte le criticità della guerra. Anche la ricerca ha subito una forte battuta d'arresto, perché non sono stati aperti nuovi studi per un lungo periodo. In Ucraina, inoltre, è stato attivato un programma di evacuazione all'estero dei cittadini colpiti dal cancro, che dal 2022 all'inizio del 2024 ha portato oltre 600 pazienti adulti e circa 600 pediatrici a essere trattati in altri Paesi europei. Un vero e proprio trauma per queste persone che, oltre a dover affrontare il tumore, sono state costrette a trasferirsi all'estero per potersi curare. Dall'altro lato è un segnale positivo rimarca perché significa che può esservi solidarietà tra Paesi per garantire le cure oncologiche. E una società scientifica come Aiom deve sostenere questo tipo di collaborazioni".
"In Italia ricorda Di Maio 3,6 milioni di cittadini vivono dopo la diagnosi di cancro, quasi 1 milione può essere considerato guarito e circa il 60% dei pazienti è vivo a 5 anni. Troppo spesso diamo per 'scontati' i progressi contro il cancro e l'accesso ai farmaci innovativi. Ma ci sono aree del mondo, non solo quelle interessate da guerre o carestie, ma anche i cosiddetti Paesi in via di sviluppo, in cui le terapie innovative restano un miraggio. Basti pensare che il 70% delle morti oncologiche, a livello mondiale, avviene proprio in Paesi a basso e medio reddito e in meno del 30% delle nazioni a basso reddito sono disponibili le cure contro il cancro. L'innovazione nella ricerca e nella pratica clinica, che sta alla base del cosiddetto approccio 'moonshot', è importante, ma non bisogna dimenticare ammonisce il presidente eletto Aiom che moltissimi pazienti oncologici nel mondo beneficerebbero di interventi 'groundshot', cioè essenziali. A livello globale, la maggior parte dei pazienti colpiti da cancro muore perché non riesce ad essere curata con i trattamenti di base. Vogliamo che i giovani oncologi siano consapevoli di queste disparità".
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