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12 Giugno 2026Al congresso nazionale AIIC di Torino il confronto sul ruolo degli ingegneri clinici

L'ingegnere clinico non è più soltanto il professionista che garantisce il funzionamento e la sicurezza delle tecnologie sanitarie. Oggi il suo ruolo si estende alla progettazione dei processi assistenziali, alla valutazione dell'innovazione e all'organizzazione dei percorsi di cura. È il messaggio emerso nella giornata di apertura del XXVI Convegno nazionale dell'Associazione Italiana Ingegneri Clinici, in corso a Torino fino al 13 giugno.
Secondo Lorenzo Leogrande, l'evoluzione della professione ha accompagnato quella delle tecnologie sanitarie. Se negli anni Sessanta l'attività era prevalentemente concentrata sulla manutenzione delle apparecchiature, oggi l'ingegnere clinico è chiamato a valutarne l'impatto sull'organizzazione e sui risultati dell'assistenza.
«Non basta far funzionare un dispositivo in sicurezza o acquistare in modo sostenibile: l'ingegnere clinico deve impattare sui processi e il loro utilizzo, ottimizzare i processi», ha affermato Leogrande.
Il tema è stato al centro della sessione "Touchpoint Ingegneria Clinica", dedicata alla formazione e alle competenze professionali. Secondo Giovanni Poggialini, oggi le responsabilità dell'ingegnere clinico vanno oltre gli aspetti tecnici e comprendono la capacità di valutare l'organizzazione dei servizi e l'utilizzo delle risorse sanitarie. «Partecipare alla progettazione di una sala operatoria non basta. Occorre sapere quanti pazienti si possono curare e come organizzare il sistema perché possa fornire più salute», ha spiegato.
Nel corso del confronto è emerso anche il concetto di "professione ponte". Per Filippo Molinari, l'ingegnere clinico rappresenta il collegamento tra chi sviluppa le tecnologie e chi le utilizza nella pratica assistenziale. Il compito della professione è integrare l'innovazione nei percorsi diagnostici e terapeutici, valutandone il valore effettivo per cittadini e servizi sanitari.
Il dibattito si è esteso anche al rapporto tra sistema sanitario, università e industria. Nella sessione dedicata alle tecnologie per la salute, rappresentanti delle istituzioni regionali, del mondo produttivo e delle professioni hanno evidenziato la necessità di rafforzare la collaborazione tra ospedali, ricerca e imprese per sostenere l'innovazione e affrontare le sfide di sostenibilità del sistema.
Secondo i partecipanti, la crescente complessità delle tecnologie sanitarie richiede nuove competenze e modelli organizzativi capaci di coniugare innovazione, efficienza e qualità dell'assistenza.
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