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27 Luglio 2026

Dati sanitari, Ocse: sistemi ancora frammentati. L’interoperabilità può valere fino al 6,6% della spesa

Il rapporto stima benefici economici tra il 2,7% e il 6,6% della spesa sanitaria, ma segnala ostacoli ancora rilevanti nella governance, negli standard e nella qualità dei dati.


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I sistemi sanitari dei Paesi Ocse restano caratterizzati da infrastrutture frammentate, standard applicati in modo disomogeneo e difficoltà nello scambio dei dati. Una maggiore interoperabilità potrebbe però generare un valore economico compreso tra il 2,7% e il 6,6% della spesa sanitaria annua, attraverso la riduzione degli errori, delle duplicazioni e dei carichi amministrativi, insieme a trattamenti più tempestivi, migliore prevenzione e ricerca più rapida. È quanto emerge dal rapporto Interoperability in healthcare: Towards an interconnected future, pubblicato dall’Ocse. 

Per interoperabilità il documento intende la capacità di sistemi, dispositivi, applicazioni e organizzazioni sanitarie di scambiare, interpretare e utilizzare i dati in modo sicuro, coordinato e significativo. Il rapporto si basa su 41 interviste a rappresentanti dei Paesi e delle organizzazioni di standardizzazione, 22 risposte nazionali a un’indagine Ocse, ricerca documentale e consultazioni con esperti.

Le principali criticità individuate riguardano le pratiche incompatibili di condivisione e de-identificazione dei dati, segnalate dal 70,59% degli intervistati, la frammentazione tecnica e infrastrutturale tra territori, indicata dal 66,67%, e la debolezza del coordinamento istituzionale e della governance, richiamata dal 60,78%.

Secondo l’Ocse, gli investimenti si sono spesso concentrati su soluzioni digitali sviluppate per singole strutture o specifici problemi, senza una visione integrata dell’ecosistema sanitario. Il risultato è un insieme di sistemi disconnessi, nei quali i dati restano bloccati e non sono facilmente disponibili per l’assistenza, la programmazione, la ricerca o altri usi secondari.

Le stime economiche riportate nel documento provengono da analisi condotte in Canada, Finlandia e Regno Unito. In Canada il valore potenziale dell’interoperabilità è quantificato in 9,4 miliardi di dollari canadesi l’anno, pari al 2,71% della spesa sanitaria. In Finlandia la stima arriva a 1,95 miliardi di euro annui, pari al 6,64%, mentre per il Servizio sanitario britannico il beneficio è valutato nel 4,31% della spesa.

I vantaggi attesi comprendono una maggiore efficienza dei percorsi assistenziali, la riduzione degli errori diagnostici e terapeutici, un uso più appropriato dei farmaci, la diminuzione delle attività amministrative duplicate e un accesso più rapido alle informazioni cliniche.

Il rapporto richiama anche le conseguenze della scarsa interoperabilità sul lavoro dei professionisti. In un’indagine condotta in Inghilterra, il 95,9% dei medici ha riferito difficoltà nel recupero delle informazioni cliniche dalle cartelle elettroniche e l’81,5% ha indicato la mancanza di interoperabilità come un possibile rischio per la sicurezza dei pazienti. Il 64,4% ha inoltre segnalato prolungamenti dei ricoveri dovuti a problemi nella condivisione o nel reperimento dei dati.

L’Ocse sottolinea che le difficoltà non sono soltanto tecnologiche. Per costruire sistemi realmente interconnessi servono governance stabile, norme coerenti, standard comuni, qualità dei dati, formazione e coinvolgimento di professionisti e cittadini. Solo il 23% dei Paesi esaminati dispone di una legislazione che impone lo scambio dei dati secondo standard condivisi, mentre il 27% ha pienamente attuato procedure per valutarne la qualità.

Il documento indica infine l’interoperabilità come una condizione necessaria per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale in sanità. Modelli e sistemi decisionali richiedono infatti dati aggiornati, comprensibili, affidabili e riutilizzabili. L’obiettivo è passare da soluzioni centrate sulle singole strutture a un ecosistema digitale nel quale i dati possano seguire il paziente lungo l’intero percorso di cura, nel rispetto delle garanzie di sicurezza e protezione.

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