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Medicina

16 Gennaio 2024

Scompenso cardiaco cronico, a Piacenza gestione ottimale in telemedicina. Progetto TeleCuore

È stato denominato “TeleCuore” ed è il progetto che a Piacenza ha permesso a 250 pazienti con scompenso cardiaco cronico di migliorare la qualità di vita e di poterne diminuire la frequenza dei controlli in ospedale, grazie a un semplice dispositivo di telemonitoraggio e a un’app


Scompenso cardiaco cronico, a Piacenza gestione ottimale in telemedicina. Progetto TeleCuore

È stato denominato “TeleCuore” ed è il progetto che a Piacenza ha permesso a 250 pazienti con scompenso cardiaco cronico di migliorare la qualità di vita e di poterne diminuire la frequenza dei controlli in ospedale, grazie a un semplice dispositivo di telemonitoraggio e a un’app, con la quale l’assistito può trasmettere i propri parametri in collegamento costante con medici e infermieri del reparto di Cardiologia. Il progetto TeleCuore - nato dalla partnership tra l’Azienda Usl di Piacenza e Novartis, azienda pioniera nello sviluppo di piattaforme terapeutiche innovative - è iniziato nel febbraio 2023 e ha previsto una gestione integrata ospedale-territorio-domicilio nell’assistenza ai pazienti con scompenso cardiaco cronico, con l’obiettivo fondamentale di migliorarne la presa in carico grazie al supporto della telemedicina, sia per prevenire episodi di scompenso acuto sia per migliorare la consapevolezza dei pazienti sui corretti stili di vita.

A quasi un anno dall’avvio, il bilancio è più che positivo. I pazienti hanno sottolineato la facilità nell’uso dello strumento, nella trasmissione dei dati e nella gestione dei rapporti con i sanitari. Due i vantaggi principali: 1) la relazione più diretta e costante conforta i pazienti, che si sentono maggiormente tutelati e seguiti con indicazioni personalizzate; pertanto, meglio predisposti verso il personale medico; 2) la possibilità di effettuare i monitoraggi di alcuni parametri direttamente dal proprio domicilio, senza la necessità di recarsi in ambulatorio o in ospedale, agevola la regolarità nei controlli con un impatto positivo anche sulla gestione logistica degli spostamenti.

I 250 pazienti coinvolti hanno ricevuto un dispositivo che consente facilmente di monitorare sette parametri. Lo strumento si collega a una semplice app, scaricabile su cellulare, che consente di inviare i dati registrati all’ambulatorio dedicato in Cardiologia. Il telemonitoraggio garantisce la costante assistenza direttamente al domicilio dei pazienti che per la loro malattia cronica devono essere seguiti nel tempo e spesso possono aver bisogno di ricorrere al Pronto soccorso per la riacutizzazione della malattia. Si tratta di rilevazioni puntuali giornaliere, o comunque cadenzate, di pressione arteriosa frequenza cardiaca, elettrocardiogramma monotraccia, saturazione e peso, per valutare l’andamento nel tempo ed eventuali sviluppi della malattia. Alla soddisfazione dei pazienti coinvolti, si affianca quella del personale sanitario. Il 90% dei professionisti evidenzia un netto migliorato in termini di efficacia e di tempo dedicato alle visite di controllo, anche grazie alla maggiore preparazione dei malati e alla maggiore facilità d’accesso alle informazioni prima della visita: i pazienti migliorano i loro controlli e sono più attenti ad alimentazione e stile di vita.

«Nel corso di questi mesi» sottolinea Daniela Aschieri, direttore Della Cardiologia all’ospedale di Piacenza affiancata dai professionisti Gianluca Lisè e da Benedetta Annamaria Matrone «abbiamo registrato un ingaggio positivo dei pazienti verso il progetto con mediamente 11 misurazioni ogni settimana. Il parametro monitorato maggiormente è la frequenza cardiaca, 4 volte a settimana, seguito dall’elettrocardiogramma, più di 2 volte a settimana. Questa cadenza ben strutturata di rilevazioni consente al personale di intervenire proattivamente e in modo mirato, qualora si rilevi qualcosa che non va. Nel corso dei mesi, grazie al monitoraggio dei parametri, i nostri professionisti hanno attivato, se necessario, contatti telefonici per valutare lo stato di salute del paziente (11% dei casi), variato la terapia seguita (17%), invitato il paziente a recarsi in ambulatorio per una visita di persona (7%) o hanno organizzato una televisita (3%)». Complessivamente, sono state teletrasmesse poco meno di 100mila misurazioni».

Grazie a questo sistema il paziente viene in ospedale solo quando è strettamente necessario, con un conseguente miglioramento del benessere e del rapporto di fiducia con i sanitari, e la gestione della terapia o della richiesta di esami avviene direttamente al domicilio.

«Nell’ottica di una Sanità sempre più smart e vicina ai pazienti» evidenzia Paola Bardasi, direttore generale dell’Ausl di Piacenza «il progetto TeleCuore è un canale di comunicazione ideale per la gestione di pazienti con patologie croniche, al fine di valutarne e monitorarne le condizioni in tempi rapidi e agevoli, in linea con il modello di Medicina di iniziativa promosso dal Dm77. Il sistema poggia su uno strumento di condivisione immediato delle informazioni utili riguardo il paziente che coinvolge i diversi professionisti ospedalieri ma anche territoriali: infatti, TeleCuore, ha visto l’ingaggio del dipartimento di Cure primarie e, in particolare, di 14 medici di famiglia che hanno aderito volontariamente seguendo un corso di formazione per l’accesso e la consultazione della piattaforma in cui confluiscono i parametri dei propri assistiti». La letteratura, aggiunge Bardasi, dimostra che il telemonitoraggio permette di ridurre del 29% le ospedalizzazioni correlate all’insufficienza cardiaca: è attualmente in corso un’analisi analoga anche per i pazienti di TeleCuore per quantificare gli effetti positivi del progetto.

«Siamo orgogliosi di aver contribuito al successo del progetto TeleCuore, un’iniziativa che esprime concretamente la nostra volontà di collaborazione con il Sistema Sanitario, per rispondere sempre più efficacemente alle principali sfide di salute, come la cronicità e il superamento della dicotomia ospedale-territorio» sottolinea Giulia Conti, direttore Innovation & Patient Journey Novartis Italia. «Come Novartis, siamo costantemente impegnati a collaborare con gli interlocutori del Sistema Salute, andando oltre alla dimensione legata allo sviluppo di terapie, mettendo la nostra visione e competenza al servizio della realizzazione di servizi innovativi che possano davvero fare la differenza nel percorso di cura dei pazienti».

Il progetto è perfettamente inserito nella direzione di sviluppo della telemedicina nella nostra regione, coerentemente con la riforma dell’organizzazione dell’assistenza territoriale prevista dal Decreto Ministeriale 77/2022» aggiunge l’assessore alle Politiche per la Salute della Regione Emilia-Romagna Raffaele Donini. «Entro il primo semestre del 2024 sarà infatti operativa la piattaforma regionale di telemedicina, acquisita con i fondi del Pnrr, che dialogherà con la piattaforma nazionale di telemedicina e con il fascicolo sanitario 2.0. Una prospettiva di costante miglioramento, quindi, per continuare ad assicurare ai cittadini una presa in carico sanitaria sempre più efficace».

Plauso è stato espresso anche dal sindaco di Piacenza Katia Tarasconi e da Roberto Reggi, presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano, che collabora con la Fondazione Usl «nel potenziamento dei servizi territoriali e dei progetti importanti per tutta la comunità».

Da sottolineare, infine, che il progetto ha già incontrato un forte interesse anche in ambito nazionale. Nel novembre scorso, l’Azienda è stata insignita del Lean Healthcare Award 2023, prestigioso premio rivolto ai migliori processi di riorganizzazione nel mondo healthcare. Il progetto, seguito dal team di Innovazione e ricerca, processi clinici e strutture accreditate sotto la guida del direttore Evelina Cattadori, è stato riconosciuto come una delle dieci migliori idee negli ambiti tematici.

TAG: CARDIOLOGIA

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