Diabete
30 Settembre 2026Al congresso EASD presentati i dati sulla combinazione settimanale di insulina basale e semaglutide e sulla formulazione orale per la gestione del peso

Una combinazione a somministrazione settimanale di insulina basale e semaglutide per il diabete di tipo 2, in attesa di autorizzazione europea, e semaglutide orale per la gestione del peso nell’obesità sono le due opzioni terapeutiche al centro del confronto tra specialisti organizzato a Milano in occasione del congresso EASD in corso a Milano. La prima punta a semplificare il trattamento nei pazienti che necessitano di insulina; per la seconda, lo studio Oasis 4 ha riportato una perdita di peso media del 17% e un profilo di sicurezza coerente con quello della formulazione iniettiva. Disponibilità, risultati clinici e possibili ricadute sulla gestione quotidiana delle due terapie sono stati discussi durante l’incontro organizzato da Novo.
L'evoluzione delle evidenze scientifiche su semaglutide riflette l'evoluzione della diabetologia: “Non c’è solo il controllo della glicemia, ma si punta sempre di più alla prevenzione delle complicanze, alla protezione d'organo e a una gestione integrata del rischio cardiovascolare, renale e metabolico nel lungo periodo”. Lo ha dichiarato Salvatore De Cosmo, presidente nazionale dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD) in apertura del confronto. - Oltre a ridurre l’emoglobina glicata, ha dimostrato benefici su eventi cardiovascolari maggiori (-26%), ictus non fatale (-39%), rischio renale composito (-24%) e capacità funzionale, con un miglioramento del 13% della distanza percorsa e una riduzione del 54% della progressione dell’arteriopatia periferica. Il recente riconoscimento nelle Linee Guida ESC 2026, che ha posizionato semaglutide in raccomandazione 1A per migliorare l’outcome cardiovascolare in presenza di diabete e malattia renale, conferma sempre più il ruolo centrale della molecola nel favorire un approccio orientato alla protezione cardio-renale e al miglioramento della qualità di vita”.
Stessa riflessione anche sulla gestione del sovrappeso e dell’obesità, in cui i nuovi trattamenti hanno aperto la strada alla personalizzazione della cura. “Le due opzioni di somministrazione, orale e iniettiva – ha spiegato Silvio Buscemi presidente della Società Italiana di Obesità - ci permetteranno di garantire una maggiore flessibilità per rispondere alle diverse esigenze, puntando sempre sulla sicurezza e efficacia dimostrata da semaglutide. I dati sulla perdita di peso (21%) e sulla qualità del calo ponderale (l’84% è costituito da massa grassa) così come il mantenimento della funzione muscolare garantiscono un dimagrimento non solo rilevante in termini quantitativi, ma anche di qualità”.
L’arrivo delle nuove opzioni terapeutiche avrà un impatto sulla qualità di vita delle persone che convivono con una malattia cronica come diabete e obesità. Per il diabete di tipo 2, una delle innovazioni più attese è la combinazione in un'unica somministrazione settimanale di insulina basale e semaglutide la cui autorizzazione dall’Ema, come annunciato in conferenza stampa, è attesa per fine anno.
“Questa nuova opzione nasce per rispondere a uno dei principali problemi ancora presenti nella pratica clinica: l'inerzia terapeutica - spiega Raffaella Buzzetti, presidente della Società Italiana di Diabetologia (SID). "Ancora oggi in Italia, circa il 30% delle persone con diabete di tipo 2 che necessitano di terapia insulinica ne ritarda l'inizio di oltre due anni e, anche dopo l'avvio dell’insulina, molti pazienti non raggiungono un adeguato controllo glicemico. Gli studi clinici hanno mostrato il potenziale di questa strategia terapeutica nel ridurre il carico iniettivo migliorando la qualità di vita e mantenendo il controllo glicemico, i benefici sul peso corporeo e tassi inferiori di ipoglicemia”.
Sul fronte dell’innovazione terapeutica per la gestione del sovrappeso e dell’obesità c’è la semaglutide in pillola che, come ha ricordato Roberto Vettor, Direttore scientifico del Centro per le Malattie metaboliche e della nutrizione presso l’Humanitas Research Hospital di Milano, “offre un trattamento efficace in una forma semplice da integrare nella routine quotidiana e capace di rispondere a esigenze diverse” una alternativa concreta “per le persone eleggibili al trattamento che preferiscono un’alternativa alla terapia iniettiva”.
“Nello studio OASIS 4 – aggiunge Vettor - semaglutide in pillola ha mostrato una perdita di peso media del 17%, che ha raggiunto circa il 22% in 1 persona su 3. I risultati si associano a un profilo di sicurezza consolidato e coerente con quanto già osservato per la formulazione iniettiva di semaglutide per la gestione del peso. Inoltre, il confronto indiretto ORION ha mostrato che semaglutide in pillola determina una minore probabilità di sospendere la terapia a causa di effetti collaterali e gastrointestinali rispetto a orforglipron. Nel complesso, queste evidenze contribuiscono a delineare semaglutide in pillola come un’opzione terapeutica efficace, ben tollerata e facilmente integrabile nella vita quotidiana, gestibile anche in presenza di trattamenti concomitanti di largo impiego, inclusi contraccettivi orali e statine: una possibilità concreta per le persone eleggibili al trattamento che preferiscono una formulazione orale o non sono ancora pronte a iniziare una terapia iniettiva”.
“L'insieme di queste evidenze scientifiche e cliniche conferma come l’innovazione nella gestione di diabete ed obesità rappresenti un investimento strategico indispensabile - afferma Jens Pii Olesen, General Manager di Novo Italia. Siamo impegnati ogni giorno per assicurare trattamenti in grado di incidere concretamente nella vita quotidiana e per promuovere un'idea di salute che tenga conto delle esigenze reali e insoddisfatti delle persone. La salute duratura inizia ora – Lasting Health starts now’ - un messaggio semplice e concreto, presentato proprio in queste giornate, che rappresenta e rafforza quello che da sempre contraddistingue il nostro modo di lavorare e di comunicare con le persone: i progressi devono tradursi in benefici percepibili da subito, nella vita reale di chi gestisce condizioni complesse. Cambiare la vita delle persone – conclude Olesen - e contribuire a una salute duratura è la nostra missione.
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