Epatologia
02 Luglio 2026La professoressa dell'Università di Pisa richiama l'attenzione sulla forma più aggressiva di epatite virale: "Una diagnosi precoce consente di identificare i pazienti e intervenire prima che la malattia evolva"

L'epatite Delta è la forma più aggressiva tra le epatiti virali e, se non riconosciuta e trattata tempestivamente, può evolvere rapidamente verso cirrosi, scompenso epatico e tumore del fegato. Per questo è fondamentale che tutti i pazienti positivi all'HBsAg vengano sottoposti almeno una volta al test per il virus Delta, come raccomandano le linee guida europee. È il messaggio lanciato dalla professoressa Maurizia Brunetto, direttrice dell'Unità operativa di Epatologia dell'Azienda ospedaliero-universitaria di Pisa e professoressa ordinaria di Gastroenterologia all'Università di Pisa, intervistata da Sanità33, in occasione dell’evento di Gilead Sciences "LIVE to CARE", dedicato alle malattie del fegato con un focus sulle epatiti virali C e Delta.
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