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Obesità

28 Settembre 2026

Farmaci anti-obesità, SIO: rimborso per 500mila pazienti ad alto rischio

La Società stima un investimento pubblico di 400-500 milioni l’anno e oltre 1,6 miliardi di possibili risparmi sulle future spese sanitarie


bilancia obesità

Rendere rimborsabili i farmaci per l’obesità per circa 500.000 persone ad alto rischio clinico richiederebbe un investimento pubblico compreso tra 400 e 500 milioni di euro e potrebbe contribuire a ridurre di oltre 1,6 miliardi le future spese sanitarie legate alle complicanze della malattia. È la stima della Società Italiana dell’Obesità (SIO), che in vista del Congresso nazionale, in programma a Palermo dal 15 al 17 ottobre, torna a chiedere al Governo l’introduzione della rimborsabilità delle nuove terapie secondo criteri di priorità clinica.

Secondo la SIO, il costo per il Servizio sanitario nazionale sarebbe di circa 1.000 euro l’anno per paziente, prendendo come riferimento quanto il Ssn riconosce per le stesse molecole utilizzate in ambito diabetologico. La Società indica invece in circa 13,6 miliardi di euro l’anno i costi diretti e indiretti associati all’obesità non trattata, considerando complicanze e ricadute sulla produttività.

La proposta avanzata dalla SIO prevede, in una prima fase, di concentrare la rimborsabilità sui pazienti con maggiore rischio clinico. «Abbiamo stimato che dare risposta al 25% di coloro che hanno un BMI superiore a 40, oppure superiore a 35 con significative condizioni cliniche associate, riguarderebbe circa 500 mila persone», afferma Silvio Buscemi, presidente SIO. Per questa platea, secondo la Società, sarebbero necessari tra 400 e 500 milioni di euro.

La SIO richiama anche le conseguenze dell’obesità sulla capacità lavorativa. Nel comunicato vengono citati dati provenienti dagli Stati Uniti che indicano, tra i pazienti in trattamento, un incremento del 27% dell’occupabilità e delle ore lavorate. La Società aveva già portato il tema all’attenzione del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, collegando l’accesso alle cure anche alla sostenibilità economica e alla produttività.

«Sulla scorta delle esperienze già avviate con successo in altri Paesi europei, come la Francia, la SIO propone di individuare criteri di priorità ben definiti, destinando la rimborsabilità delle terapie ai pazienti a più alto rischio clinico, ovvero quelli con Indice di Massa Corporea superiore a 40 oppure superiore a 35 in presenza di comorbidità», spiega Buscemi.

Il comunicato mette inoltre a confronto la possibile strategia farmacologica con la chirurgia bariatrica già garantita dal Ssn. Secondo i dati riportati dalla SIO, l’Italia destina circa 150 milioni di euro l’anno a questo ambito e nel 2024 sono stati eseguiti 26.702 interventi. Per la Società, l’introduzione di una strategia farmacologica mirata permetterebbe di intervenire prima della progressione della malattia e di ampliare il numero dei pazienti trattati.

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