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23 Giugno 2023

Farmaceutica, Janssen Oncology: in 10 anni nove farmaci innovativi a livello globale

Nove farmaci resi disponibili a livello globale in dieci anni, di cui 8 capostipiti della loro classe. Questi i principali traguardi di Janssen Oncology, divisione specializzata dell'azienda farmaceutica del Gruppo Johnson & Johnson che solo nei primi 5 mesi del 2023, ha reso disponibili in Italia amivantamab e teclistamab e nuove indicazioni terapeutiche per il trattamento di tumori solidi e del sangue


Nove farmaci resi disponibili a livello globale in dieci anni, di cui 8 capostipiti della loro classe. Questi i principali traguardi di Janssen Oncology, divisione specializzata dell'azienda farmaceutica del Gruppo Johnson & Johnson che - spiega una nota diffusa oggi - solo nei primi 5 mesi del 2023, ha reso disponibili in Italia due nuove molecole - amivantamab e teclistamab - e nuove indicazioni terapeutiche per il trattamento di tumori solidi e del sangue. Da oltre 30 anni in oncologia, per rispondere a bisogni di cura ancora insoddisfatti e migliorare la qualità di vita dei pazienti con cancro, "la nostra pipeline continua a crescere e ad arricchirsi di terapie sempre più avanzate e sempre più personalizzate - afferma Alessandra Baldini, direttore medico di Janssen Italia - e questo è reso possibile dal nostro costante impegno nella ricerca e sviluppo di farmaci innovativi".
Il ruolo chiave della R&S per Janssen è testimoniato anche dai dati: nel 2022, infatti, gli investimenti complessivi a livello mondiale sono stati pari a 10 miliardi di euro, il 22% del fatturato. Anche l'Italia è protagonista nella ricerca scientifica dell'azienda, con 97 studi clinici oggi attivi nel nostro Paese. "Janssen è un'azienda che possiede una forte tradizione in ematologia - sottolinea Baldini -. Abbiamo lavorato tanto e a lungo per trovare soluzioni terapeutiche efficaci per i pazienti con tumori del sangue. Partendo dal primo inibitore del proteasoma, bortezomib, approvato dall'Ema ormai due decadi fa, passando da daratumumab, disponibile anche in formulazione sottocutanea per una somministrazione più rapida - continua - fino ad arrivare alle terapie avanzate in via di sviluppo. Ci stiamo impegnando a cambiare la storia del mieloma multiplo grazie a una pipeline di quattro farmaci che ci permettono di rispondere alle necessità cliniche di diversi profili di paziente".
E ancora: sono in via di sviluppo, per il mieloma multiplo, due anticorpi bispecifici, a somministrazione sottocutanea e pronti all'uso. Il primo - prosegue la nota - recentemente reso disponibile in Italia a prezzo non negoziato (in fascia Cnn) è teclistamab, mentre il secondo è talquetamab, presto in arrivo in Europa. Nell'ambito delle terapie avanzate, c'è la terapia cilta-cel, a base di Car-T, oggi approvata in Europa per il trattamento di pazienti con mieloma multiplo recidivato e refrattario in quarta linea terapeutica, per la quale recentemente è stata richiesta all'Ema l'autorizzazione per l'impiego a partire dalla seconda linea, visti i risultati dello studio Carttude-4, presentati di recente agli ultimi Congressi dell'American Society of Clinical Oncology (Asco) e della European Hematology Society (Eha).
"Il nostro impegno in questa area non si esaurisce solo nel mieloma - osserva Baldini - grazie a ibrutinib, primo inibitore della tirosin chinasi di Bruton (Btk) lanciato sul mercato, inizialmente per la leucemia linfatica cronica e per il linfoma mantellare e successivamente per la macroglobulinemia di Waldenström, abbiamo contribuito a cambiare il trattamento di queste malattie. Ad esempio - aggiunge - abbiamo portato ad un significativo cambio di paradigma nel trattamento dei pazienti di nuova diagnosi affetti da leucemia linfatica cronica, sostituendo con ibrutinib le terapie finora considerate standard nel paziente giovane, ovvero regimi di chemioterapia come Fcr (fludarabina, ciclofosfamide e rituximab)''.
All'Asco 2023, sono stati presentati i risultati di studi anche nell'ambito dei tumori solidi, quali polmone, prostata e vescica con un approccio ''disegnato 'su misura' sulle loro necessità e caratteristiche - illustra il direttore medico di Janssen Italia - La medicina di precisione va considerata all'interno del patient journey a partire dalla corretta diagnosi, attraverso il ricorso a test molecolari ad hoc che permettano di identificare le specifiche mutazioni tumorali e scegliere così il più corretto ed efficace percorso di cura, con un conseguente risparmio di risorse da parte del nostro Sistema sanitario nazionale''. In questo ambito, sono in via di sviluppo: amivantamab, anticorpo bispecifico che ha ottenuto di recente la rimborsabilità per il trattamento del tumore al polmone non a piccole cellule con inserzioni nell'esone 20 dell'Egfr; niraparib più abiraterone autorizzato recentemente in Ue per il trattamento del carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione positivo alle mutazioni Brca1/2, ed erdafitinib, prima target therapy per il tumore della vescica, approvata con procedura accelerata dall'Agenzia del farmaco americana (Fda).

''Come Gruppo - ribadisce Baldini - promuoviamo un approccio a 360 gradi in ambito oncologico, affiancando i pazienti sin dalle prime fasi della malattia fino al post trattamento. Ci occupiamo infatti di prevenzione, con numerose attività di informazione e sensibilizzazione, di trattamento farmacologico attraverso Janssen Oncology e di approccio chirurgico con l'ausilio delle tecnologie di ultima generazione attraverso Johnson & Johnson MedTech. Inoltre -conclude - non dimentichiamo il supporto ad associazioni no profit che si occupano di pazienti e caregiver anche tramite la Fondazione Johnson & Johnson''.

TAG: AZIENDE, FARMACEUTICA, ONCOLOGIA

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