Personale sanitario
02 Luglio 2026Nel 2024 i dipendenti del Ssn salgono a quasi 714 mila, oltre 60 mila in più rispetto al 2015. Crescono soprattutto infermieri e personale del comparto, mentre la dirigenza sanitaria aumenta più lentamente

Dopo un decennio segnato prima dai blocchi del turnover e poi dall'emergenza pandemica, il Servizio sanitario nazionale torna a crescere. È la fotografia scattata dal Conto annuale della Ragioneria generale dello Stato, che mostra come nel 2024 il personale del Ssn abbia raggiunto quota 713.976 dipendenti, il livello più alto degli ultimi dieci anni. Un dato che racconta un'inversione di tendenza rispetto al passato, ma che lascia emergere anche criticità ancora aperte, dalla crescita più contenuta della dirigenza sanitaria alle persistenti differenze territoriali e retributive. Secondo il focus dedicato al comparto sanitario, il personale del Ssn rappresenta oggi il 21,1% dell'intero pubblico impiego. Nel 2015 i dipendenti erano 653.477: in dieci anni sono aumentati di circa 60.500 unità (+9,3%). Il recupero, tuttavia, è arrivato solo dopo una prima fase di contrazione. Tra il 2015 e il 2017 gli organici erano infatti scesi dell'1%, passando a 647.061 unità. La ripresa prende avvio dal 2018 e accelera con la pandemia, quando vengono ampliati gli spazi di spesa e introdotte misure straordinarie per il reclutamento del personale. I dipendenti salgono così a 664.468 nel 2020, a 681.849 nel 2022, a 702.796 nel 2023 fino ai quasi 714 mila del 2024.
L'incremento, però, non interessa tutte le categorie allo stesso modo. La crescita più consistente riguarda il personale non dirigente, cioè il comparto nel quale rientrano infermieri, professioni sanitarie e operatori sociosanitari. Gli addetti passano da 522.921 del 2015 a 577.446 nel 2024, con un incremento di oltre 54 mila unità (+10,4%). Nel solo ultimo anno l'aumento è dell'1,9%. Molto più contenuta, invece, la dinamica della dirigenza. Considerando complessivamente dirigenti sanitari e dirigenti professionali, tecnici e amministrativi, il personale passa da 129.458 unità nel 2015 a 135.684 nel 2024 (+4,8%). I dirigenti sanitari, categoria che comprende la precedente area medica e le altre figure della dirigenza sanitaria, sono 130.336 nel 2024, appena 346 in più rispetto all'anno precedente. Anche il rapporto tra assunzioni e cessazioni conferma il cambio di passo. Dopo anni caratterizzati dal sostanziale equilibrio, dal 2018 le assunzioni superano stabilmente le uscite. Nel 2020, in piena emergenza Covid, il rapporto raggiunge il 132,2%, mentre il picco viene toccato nel 2023 con il 152,8%. Nel 2024 il saldo resta ampiamente positivo, con un rapporto pari al 127,5%.
Permangono, però, forti differenze tra le regioni. Gli incrementi più consistenti nel periodo 2015-2024 si registrano in Campania (+19,5%), Puglia (+18,1%) ed Emilia-Romagna (+16,3%), mentre Basilicata (-5,4%) e Molise (-5,2%) sono le uniche regioni ancora in territorio negativo. Se il parametro diventa il numero di dipendenti ogni 10 mila abitanti, la geografia cambia radicalmente: Valle d'Aosta, Provincia autonoma di Bolzano e Friuli-Venezia Giulia presentano le dotazioni più elevate, mentre Lazio, Campania e Sicilia restano in fondo alla classifica. Il Conto annuale evidenzia anche un graduale ricambio generazionale. La quota di donne continua a crescere, passando dal 65,7% del 2015 al 69,6% del 2024. L'età media del personale scende a 48,9 anni, dopo aver superato i 50 anni nel 2018, grazie all'ingresso di nuove leve favorito dalla riapertura delle assunzioni e dai percorsi di stabilizzazione. Allo stesso tempo aumenta anche la presenza dei lavoratori più anziani, effetto delle norme che consentono a dirigenti medici, dirigenti sanitari e infermieri di rimanere in servizio oltre i precedenti limiti anagrafici. Parallelamente crescono anche le retribuzioni, trainate dai rinnovi contrattuali e dalle misure introdotte negli ultimi anni. Nel 2024 il personale non dirigente percepisce una retribuzione media annua lorda di 33.809 euro, mentre quella dei dirigenti sanitari raggiunge 88.882 euro e quella dei dirigenti professionali, tecnici e amministrativi 86.474 euro. Il divario resta quindi molto marcato: la retribuzione media della dirigenza sanitaria è pari a 2,63 volte quella del personale del comparto, un rapporto superiore rispetto al 2,43 registrato nel 2015.
L'aumento delle retribuzioni riflette sia gli effetti dei rinnovi contrattuali sia le indennità introdotte negli ultimi anni. Per i dirigenti sanitari pesa l'inclusione dell'indennità di esclusività nel trattamento economico fondamentale, mentre per il comparto incidono le risorse straordinarie legate alla pandemia, il contratto 2019-2021 e le nuove indennità dedicate agli infermieri, alle professioni sanitarie e agli operatori sociosanitari. Di pari passo cresce anche il costo complessivo del lavoro nel Servizio sanitario nazionale, che nel 2024 raggiunge il massimo storico di 46,7 miliardi di euro. Rispetto al 2015 l'incremento è di circa 7,6 miliardi (+19,6%), sostenuto dall'aumento degli organici, dalle nuove regole sul turnover e dagli adeguamenti retributivi. Il quadro delineato dalla Ragioneria generale dello Stato restituisce dunque l'immagine di un Servizio sanitario nazionale che ha ritrovato capacità assunzionale e ha avviato un parziale ricambio del personale. Resta però evidente come la ripresa non sia uniforme: a crescere sono soprattutto infermieri e personale del comparto, mentre la dirigenza sanitaria continua ad aumentare con ritmi più contenuti e persistono significative differenze tra territori e categorie professionali.
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