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sanità

26 Luglio 2023

Liste di attesa, Cittadinanzattiva Lazio: prestazioni recuperate ma indietro rispetto a 2019

"Il 2022 conferma il recupero delle prestazioni rispetto al 2020, anno della pandemia, ma rispetto al 2019 siamo ancora indietro". Lo afferma Elio Rosati, segretario regionale di Cittadinanzattiva Lazio, illustrando il Rapporto elaborato dall'organizzazione civica sui dati della Regione Lazio


"Il 2022 conferma il recupero delle prestazioni rispetto al 2020, anno della pandemia, ma rispetto al 2019 siamo ancora indietro". Lo afferma Elio Rosati, segretario regionale di Cittadinanzattiva Lazio, illustrando il Rapporto elaborato dall'organizzazione civica sui dati della Regione Lazio, che fotografa le prestazioni sanitarie oggetto di monitoraggio del Piano regionale di governo per le liste di attesa 2019-2021. Si tratta di prime visite (14 tipologie), prestazioni strumentali (45) e interventi chirurgici (17).

Il totale delle prime visite è di 1.629.522: rispetto al 2021 vi è un aumento di 244.573 prime visite, mentre rispetto al 2019 (anno pre-Covid) vi è un saldo negativo di 370.271. Rispetto agli anni precedenti si registra un sostanziale miglioramento, con l'eccezione preoccupante - segnala Cittadinanzattiva Lazio - dell'area oncologica con -1.449 prime visite. Le prestazioni strumentali nel 2022 sono state 2.676.835, con un saldo positivo di 21.163 rispetto al 2019, mentre 566.185 è il saldo positivo invece rispetto al 2021: in questo caso si registra un sostanziale recupero agli anni precedenti e un sorpasso sul 2019.

Gli interventi chirurgici, riferiti al Piano di governo delle liste di attesa, nel 2022 sono stati 36.962, con un saldo positivo rispetto al 2021 di 5.013, ma con un saldo negativo rispetto al 2019 di 49.458 operazioni. Per Cittadinanzattiva Lazio, in quest'area "appare con evidenza lapalissiana la difficoltà di recuperare il terreno perso con tempi certi. Tale difficoltà ha diverse possibili spiegazioni", come la "numerosità del personale sanitario in ambito chirurgico e la disponibilità di impiego in modo esclusivo in sala operatoria e non anche per altre attività sanitarie", "la diminuzione rilevante di posti letto nella Regione Lazio negli ultimi 12 anni", "la poca organizzazione di un sistema che in realtà appare frammentato, disomogeneo e poco performante in quanto incapace di rispondere con flessibilità organizzativa al cambiamento delle dimensioni socio sanitarie, economiche e epidemiologiche della società".

Tutte le prestazioni portano a Roma. Secondo il Rapporto di Cittadinanzattiva Lazio, "Roma città (tutto ciò che è dentro il Grande Raccordo Anulare) attrae in modo massiccio le prestazioni sanitarie, le risorse professionali, le dotazioni strumentali. Basta pensare che per le prime visite Roma città (comprendendo le Asl Rm1-2-3 e le aziende ospedaliere dentro il Gra) copre circa il 65% delle prestazioni effettuate".

"Questo dato è un punto focale dal quale partire per ragionare nel prossimo futuro di medicina territoriale, diffusa, accessibile - commenta Rosati - anche perché altrimenti il tema della 'competenza' dei professionisti, elemento centrale del futuro dei sistemi complessi di welfare, sarà drammaticamente chiuso tra le tre corsie del Grande raccordo anulare. Altro elemento che ci preoccupa - prosegue - è quello delle Reti cliniche, dei percorsi di cura e della presa in carico".
"Quello che emerge da questi dati è un quadro in evoluzione che non ha ancora completato il percorso di recupero rispetto ai numeri del 2019 - chiosa Rosati - se non per le prestazioni strumentali. Ma è un quadro con poche luci e molte ombre. Per questo chiediamo alla Regione Lazio, al presidente Rocca di avviare anche con noi una azione di dialogo, confronto e modifica di questo assetto che va a incidere sul futuro dei servizi sociosanitari".

TAG: CITTADINANZATTIVA, ITALIA

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