case di comunità
25 Giugno 2026L'assessore al Welfare della Lombardia critica l'intesa firmata per l'attuazione delle Case di comunità

L'accordo sottoscritto nei giorni scorsi per definire il ruolo dei medici di medicina generale nelle Case di comunità rappresenta "un pannicello caldo" e non risolve i nodi strutturali dell'assistenza territoriale. Lo ha affermato l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, intervenendo a Milano durante un incontro con la stampa dedicato all'attuazione delle Case di comunità.
Bertolaso ha ricordato di aver espresso perplessità sull'intesa già prima della sua approvazione. Secondo l'assessore, la soluzione sostenuta dalle Regioni prevedeva un intervento normativo condiviso che definisse in modo chiaro diritti e doveri dei medici di medicina generale all'interno del nuovo modello organizzativo.
"Questa era una scorciatoia proposta dai sindacati quando tutte le Regioni e Province autonome erano compatte nel proporre un'iniziativa e nel predisporre un testo di un documento, un'ipotesi di provvedimento di legge", ha dichiarato.
L'assessore lombardo ha sostenuto che il percorso individuato attraverso l'accordo collettivo rischia di produrre risultati limitati. "Questa scorciatoia lascia il tempo che trova. Non si va avanti con accordi collettivi, ma con una norma di legge che individui diritti e doveri", ha affermato.
Pur ribadendo le proprie riserve, Bertolaso ha assicurato che la Lombardia lavorerà per applicare l'intesa. "Proveremo a far applicare questo accordo. Se in zona Cesarini entro fine di quest'anno qualcosa si potrà realizzare sarà un gran risultato, ma noi ci contiamo poco e ci siamo organizzati per dare il personale alle nostre Case di comunità nei tempi previsti", ha dichiarato.
Nel suo intervento l'assessore è tornato anche sul dibattito relativo al futuro della medicina generale, sostenendo che l'attuale modello risponde sempre meno alle esigenze dei cittadini. Bertolaso ha inoltre osservato che tra i medici che hanno aderito alle Case di comunità vi sarebbero soprattutto professionisti più giovani, che a suo giudizio guarderebbero con interesse a forme di impiego dipendente all'interno del Servizio sanitario nazionale.
Le dichiarazioni arrivano a pochi giorni dalla firma dell'accordo nazionale tra Sisac, Regioni e organizzazioni sindacali della medicina generale, intesa che ha definito le modalità di partecipazione dei medici di famiglia alle Case di comunità previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.
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