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22 Giugno 2026

Case di Comunità, in Campania coinvolti 800 medici ma restano carenze di personale

Secondo quanto riportato da Il Mattino, la Campania ha già avviato l'integrazione tra medici di famiglia e Case di Comunità


medico corridoio

La Campania si prepara all'avvio del nuovo modello di assistenza territoriale previsto dal Pnrr con il coinvolgimento dei medici di medicina generale nelle Case di Comunità. Secondo quanto riportato da Il Mattino, la Regione avrebbe già avviato un percorso di integrazione tra le Aggregazioni funzionali territoriali (Aft) e le nuove strutture territoriali, anticipando in parte il modello che dovrà essere definito a livello nazionale con il rinnovo dell'Accordo collettivo della medicina generale.

Il quotidiano ricorda che il Comitato di settore Regioni-Sanità ha approvato l'atto di indirizzo che avvia il percorso per il rinnovo dell'Acn dei medici di famiglia. Il documento prevede che i medici svolgano attività nelle Case di Comunità fino a sei ore settimanali per 48 settimane all'anno, con l'obiettivo di garantire la piena operatività delle strutture finanziate dal Pnrr e rafforzare l'assistenza territoriale.

A margine del congresso nazionale Anaao Assomed, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha dichiarato: «Credo che troveremo l'accordo con i medici di medicina generale. Dobbiamo farlo nel minor tempo possibile per rispettare gli impegni con l'Ue».

Secondo Il Mattino, la Campania ha anticipato il processo attraverso l'accordo integrativo regionale firmato nell'ottobre 2025. Il modello coinvolgerebbe tutti i 3.150 medici di famiglia della regione e le 181 Aft, reti territoriali composte da gruppi di professionisti. Nelle Case di Comunità hub dovrebbero operare circa 800 medici, mentre i primi servizi sarebbero già partiti nei mesi scorsi con attività dedicate a screening, vaccinazioni e presa in carico di pazienti cronici e anziani.

Il quotidiano sottolinea tuttavia che il nodo principale resta quello delle risorse. In Campania sono previste 171 Case di Comunità, di cui 69 hub e 102 spoke. Le strutture sarebbero quasi tutte realizzate ma operative solo al 50%. Sono inoltre previsti 47 Ospedali di Comunità, dei quali risulterebbe operativo circa il 25%.

Tra le criticità segnalate vi sono la carenza di medici, infermieri di comunità, specialisti ambulatoriali e personale tecnico. «In queste Case di Comunità ci andiamo ma attualmente mancano le strumentazioni essenziali», ha dichiarato al quotidiano Pina Tommasielli, dirigente regionale della Fimmg Campania, chiedendo una convocazione da parte del presidente della Regione.

Anche sul possibile coinvolgimento dei medici ospedalieri nelle Case di Comunità emergono richieste di confronto. Il segretario nazionale vicario di Anaao Assomed, Vincenzo Bencivenga, ha affermato che l'eventuale impiego degli specialisti ospedalieri dovrà avvenire «nel rispetto del contratto e delle relazioni sindacali», evitando trasferimenti di attività senza una programmazione condivisa.

Secondo Il Mattino, la sfida dei prossimi mesi sarà trasformare le strutture realizzate grazie ai fondi del Pnrr in servizi pienamente operativi, superando le criticità legate agli organici e alle dotazioni necessarie per garantire la continuità assistenziale sul territorio.

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