trial clinici
20 Maggio 2026Secondo il progetto RAIL promosso da Assolombarda, la Lombardia ospita il 43% delle sperimentazioni italiane ma restano criticità su governance e tempi di avvio degli studi
La Lombardia ospita il 43% delle sperimentazioni cliniche condotte in Italia e punta a diventare un hub europeo della ricerca clinica, ma restano criticità legate ai tempi di attivazione degli studi, alla governance e alla gestione amministrativa. È quanto emerso dalla presentazione del progetto RAIL (Research Act and Innovation in Lombardy), promosso da Assolombarda in occasione dell’International Clinical Trials’ Day. Il progetto, riferisce una nota, nasce con l’obiettivo di trasformare la Lombardia in “un modello avanzato e replicabile di governance della ricerca clinica”, capace di attrarre investimenti e generare valore economico e sociale per il sistema sanitario e industriale.
“La Lombardia ha tutto ciò che serve per essere la capitale europea della ricerca clinica: strutture di eccellenza, un ecosistema scientifico e industriale unico, investimenti crescenti. Ma i numeri ci dicono che non basta”, ha dichiarato Nicoletta Luppi, vicepresidente di Assolombarda con delega a Europa e Life Sciences. Secondo i dati illustrati durante l’iniziativa, nel triennio 2022-2025 l’Italia ha arruolato circa 25 mila pazienti nei trial multinazionali, con l’attivazione di 1.100 studi clinici, “450 in meno della Spagna e 250 in meno di Francia e Germania”.
“Quando i centri spagnoli iniziano ad arruolare i primi pazienti, noi siamo ancora alle prese con le procedure amministrative”, ha affermato Luppi. “Una finestra di arruolamento mediamente più lunga di 35 giorni si traduce in una perdita stimata di 2,5 pazienti al giorno per studio”. Nel comunicato viene evidenziato che il progetto RAIL individua quattro priorità operative: avviare la contrattualistica in parallelo all’iter autorizzativo, estendere i template contrattuali standard anche agli studi osservazionali e biologici, aumentare la trasparenza dei tariffari dei centri clinici e rafforzare la formazione di figure professionali dedicate, in particolare data manager e study manager. Secondo Assolombarda, la Lombardia rappresenta il principale asset competitivo italiano nella ricerca clinica grazie alla presenza di 20 Irccs, di una rete ospedaliera avanzata e di investimenti in ricerca e sviluppo per la salute superiori a 640 milioni di euro nel 2025.
Nel documento vengono inoltre richiamati i dati economici del settore. Secondo uno studio commissionato da EFPIA, l’industria dei trial clinici genera nell’Area economica europea 21,7 miliardi di euro di valore aggiunto lordo ogni anno e sostiene circa 165 mila posti di lavoro. In Italia gli investimenti annui in ricerca clinica sono stimati in circa 750 milioni di euro. Assolombarda sottolinea inoltre che tra il 2013 e il 2023 la quota europea dei trial industriali globali è scesa dal 22% al 12%. “La Lombardia può e deve diventare il benchmark europeo”, ha concluso Luppi. “Lo dobbiamo ai pazienti che attendono le cure del futuro, al nostro Sistema sanitario che deve poter offrire le migliori terapie innovative e alle imprese che vogliono investire in un sistema affidabile e prevedibile”.
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