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Spesa Farmaceutica

22 Aprile 2026

Farmaci, Aifa pubblica i report regionali 2024. Spesa in crescita e forti differenze territoriali

I dati OsMed fotografano l’assistenza farmaceutica tra pubblico e privato: strumento di benchmark per Regioni e decisori


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Spesa farmaceutica in aumento e consumi in flessione, con marcate differenze tra le Regioni. È questa la fotografia che emerge dai Rapporti regionali 2024 pubblicati dall’Agenzia Italiana del Farmaco, che analizzano in dettaglio l’uso dei farmaci in Italia, confermando un sistema sempre più eterogeneo sia nei livelli di spesa sia nei modelli prescrittivi. I report, basati sui dati del sistema OsMed e della tracciabilità del farmaco, offrono una lettura completa dell’assistenza farmaceutica, includendo sia la componente territoriale sia quella ospedaliera, e distinguendo tra spesa a carico del Servizio sanitario nazionale e acquisti diretti dei cittadini. Uno strumento pensato per supportare le Regioni nel governo della spesa e nel miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva.

Nel complesso, emerge un quadro articolato, in cui la spesa farmaceutica continua a crescere mentre i consumi mostrano andamenti più variabili, spesso in calo rispetto alla media nazionale. Un segnale che riflette dinamiche già note, tra cui l’impatto dei farmaci innovativi, in particolare in ambito oncologico, e le differenze organizzative tra i servizi sanitari regionali. Nel Lazio, ad esempio, la spesa complessiva supera i 3,6 miliardi di euro, con un incremento del 3% rispetto alla media nazionale, a fronte di consumi inferiori del 2%. Un dato che evidenzia una maggiore intensità di spesa più che di utilizzo, verosimilmente legata al mix terapeutico e all’impiego di farmaci ad alto costo. Situazione diversa in Liguria, dove la spesa supera il miliardo di euro, con una quota pubblica pari a circa il 72% e una componente privata significativa, pari a circa 298 milioni. Qui emerge un equilibrio più marcato tra finanziamento pubblico e acquisto diretto, con una distribuzione dei consumi che riflette anche l’età media elevata della popolazione.

In Puglia la spesa supera i 2,4 miliardi di euro, per oltre l’80% a carico del Servizio sanitario nazionale. Colpisce il peso della farmaceutica oncologica, che rappresenta oltre il 20% della spesa regionale, in crescita significativa rispetto all’anno precedente. I consumi risultano inferiori alla media nazionale, mentre la spesa pubblica è leggermente superiore, confermando un trend di maggiore investimento in terapie complesse. La Toscana presenta invece una dinamica opposta: spesa in calo rispetto alla media nazionale (-3,8%), ma consumi in aumento (+3%). Un dato che suggerisce un utilizzo più ampio dei farmaci, ma con una maggiore attenzione al contenimento dei costi, probabilmente legata a politiche regionali di governance della spesa.

In Umbria si registra un consumo superiore alla media nazionale, con oltre 40 confezioni per abitante, ma una spesa complessiva leggermente inferiore (-1%). Anche qui emerge una discrepanza tra volumi e costi, indicativa di un diverso mix prescrittivo. La Calabria mostra un incremento della spesa (+5,9%), trainato soprattutto dalla componente pubblica, a fronte di consumi inferiori alla media nazionale. Un dato che riflette criticità strutturali già note, tra cui l’accesso ai servizi e la variabilità nell’erogazione delle prestazioni. Nel loro insieme, i Rapporti regionali confermano come l’assistenza farmaceutica rappresenti uno degli ambiti più sensibili per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. Le differenze tra territori non riguardano solo i livelli di spesa, ma anche i modelli organizzativi, l’appropriatezza prescrittiva e l’accesso alle terapie.

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