Glifozine
09 Marzo 2026L’Agenzia replica ad alcune analisi apparse sulla stampa sull’impatto economico della riclassificazione delle gliflozine e diffonde una verifica tecnica dei criteri di calcolo

L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) interviene con una nota per chiarire alcuni aspetti relativi al calcolo dell’impatto economico della riclassificazione delle gliflozine, dopo alcune analisi apparse sugli organi di stampa sull’andamento della spesa farmaceutica e, in particolare, sui dati presentati nella trasmissione Dataroom del 23 febbraio. L’Agenzia ha diffuso una verifica tecnica dei dati (data check) predisposta dalla Direzione tecnico-scientifica, con l’obiettivo di fornire chiarimenti metodologici e informazioni già condivise con il Ministero della Salute e con le Regioni.
Secondo Aifa, il calcolo dell’impatto economico della riclassificazione delle gliflozine è complesso e coinvolge diverse variabili tecniche e regolatorie, motivo per cui non può essere ricondotto a una semplice operazione aritmetica. L’analisi citata, osserva l’Agenzia, sarebbe stata effettuata partendo da un prodotto che non rappresenta i consumi prevalenti delle gliflozine e utilizzando i dati di una singola Regione, senza tenere conto della variabilità territoriale. Inoltre, non sarebbero stati considerati alcuni elementi regolatori rilevanti e sarebbe stato incluso nel calcolo un fattore ritenuto non pertinente, come il pay-back di ripiano dello sfondamento del tetto degli acquisti diretti.
In un documento allegato, Aifa ricostruisce il calcolo relativo a una specifica confezione di un antidiabetico appartenente alla classe delle gliflozine, utilizzata nell’analisi citata. Nel caso considerato, il costo per il Servizio sanitario nazionale dopo la riclassificazione risulta pari a 35,3 euro, con una differenza di +0,07 euro rispetto al valore precedente, secondo il ricalcolo effettuato dall’Agenzia.
La verifica tecnica include anche una simulazione basata sui dati di un’altra Regione, effettuata con la stessa metodologia di calcolo. In questo caso il costo per il Servizio sanitario nazionale passa da 39,48 euro a 35,3 euro, con una riduzione di 4,18 euro.
Aifa ricorda inoltre che l’attività di riclassificazione delle gliflozine da A-Pht ad A è stata svolta in applicazione della normativa vigente, come previsto dall’articolo 1, comma 224 della legge 213/2023, nell’ambito delle competenze amministrative dell’Agenzia. Secondo quanto indicato nella nota, l’operazione consente di incrementare i risparmi a favore del Servizio sanitario nazionale e delle Regioni attraverso il recupero degli sconti confidenziali negoziati dall’Agenzia e la rinegoziazione del prezzo di cessione al SSN dei medicinali oggetto di riclassificazione.
L’Agenzia ha inoltre convocato per il 12 marzo 2026 una riunione del Tavolo di coordinamento tecnico Aifa-Regioni, con l’obiettivo di acquisire eventuali osservazioni delle amministrazioni regionali, fornire chiarimenti tecnici e raccogliere dati amministrativi aggiornati sulle confezioni erogate qualora questi risultassero diversi da quelli già trasmessi nei flussi informativi ufficiali del Ministero della Salute e del sistema Tessera sanitaria.
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