Governo e Parlamento
08 Febbraio 2023 “Il Cipess ha deliberato oggi il riparto del Fondo sanitario 2022, per 125 miliardi e 216 milioni di euro. Un obiettivo importante, raggiunto in tempi rapidi”. Lo ha detto il ministro della Salute Orazio Schillaci nel suo intervento alla conferenza stampa
“Il Cipess ha deliberato oggi il riparto del Fondo sanitario 2022, per 125 miliardi e 216 milioni di euro. Un obiettivo importante, raggiunto in tempi rapidi”. Lo ha detto il ministro della Salute Orazio Schillaci nel suo intervento alla conferenza stampa al termine del Cipess, il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile, sul riparto del Fondo sanitario alle regioni.
Il riparto ha avuto come priorità, spiega Schillaci, “un maggior stanziamento per le coperture dell'emergenza Covid, il completamento della campagna vaccinale, il fondo per i farmaci innovativi, il recupero delle liste d'attesa”.
“Sono noti i contenuti del dibattito instauratosi nel corso degli ultimi anni circa l'effettiva capacità dei vigenti criteri di riparto di rappresentare esattamente il bisogno di salute delle diverse regioni italiane, e quindi in merito alla necessità di definire nuovi parametri per la definizione dei fabbisogni regionali standard. Proprio in ragione di ciò - ha osservato Schillaci - le Regioni sono ripetutamente intervenute sugli esiti delle proposte di riparto ministeriali costruiti sulla base dei costi standard, riequilibrandone le risultanze attraverso una mirata allocazione della cosiddetta 'quota premiale' (pari allo 0,25% del livello annuo del Fondo sanitario sulla base della normativa attualmente vigente) ai sensi dell'articolo 2, comma 67-bis, della legge 23 dicembre 2009, numero 191”.
"Nel corso degli ultimi anni, quindi, il riparto di detta quota premiale è stato ritenuto complementare alle risorse assegnate in applicazione dei costi standard, costituendo quindi una componente importante nella definizione delle risorse complessive assegnate ad ogni Regione. A decorrere dal 2015 si sarebbero dovuti definire nuovi pesi e criteri per il riparto del Fondo sanitario. Tale risultato si è ottenuto solo quest'anno", ha ricordato il ministro della Salute.
"Infatti, in sede di accordo politico per la ripartizione delle risorse finanziarie destinate al Servizio sanitario nazionale per l'anno 2022, raggiunto il 2 dicembre, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha condiviso l'applicazione, a decorrere dall'anno 2023, dei nuovi criteri per la ripartizione del fabbisogno sanitario standard proposti dal ministero della Salute, prevedendo però - ha osservato Schillaci - che la quota da ripartire in funzione dei tassi di mortalità della popolazione under 75 anni sia pari allo 0,75% del totale delle risorse disponibili e che la quota da ripartire in funzione delle condizioni socioeconomiche dei territori (povertà relativa individuale, livello di bassa scolarizzazione, tasso di disoccupazione) sia anch'essa pari allo 0,75% del totale delle risorse disponibili. Conseguentemente, la quota di fabbisogno sanitario indistinto pari al 98,5% sarà ripartita sulla base dei criteri consolidati di cui al decreto legislativo numero 68 del 2011".
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