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02 Febbraio 2024

Assistenza domiciliare residenziale, Agenas mette a confronto le tariffe regionali

Arrivano i primi dati sulle tariffe sborsate dal servizio sanitario per prestazioni di riabilitazione, di assistenza domiciliare, in Rsa, Hospice. E testimoniano due cose: primo, solo metà delle regioni, e nel migliore dei casi, dispone di tariffari o li ha spediti; secondo, gli importi delle tariffe sono molto diversi e disegnati con criteri locali


Arrivano i primi dati sulle tariffe sborsate dal servizio sanitario per prestazioni di riabilitazione, di assistenza domiciliare, in Rsa, Hospice. E testimoniano due cose: primo, solo metà delle regioni, e nel migliore dei casi, dispone di tariffari o li ha spediti; secondo, gli importi delle tariffe sono molto diversi e disegnati con criteri locali. L’obiettivo dell’Agenas, che ha pubblicato i dati, è fornire un supporto alla programmazione delle Regioni e disporre di informazioni utili a definire un sistema nazionale di remunerazione, per specifici setting assistenziali, ad oggi non parametrabili. Ecco come si articola l’assistenza territoriale disciplinata dal DPCM del 12 gennaio 2017 sui Lea.

Le cure domiciliari a pazienti sono divise in “base”, e “integrate”, queste ultime di 1°, 2° e 3° livello. Per le tariffe di base sono noti i dati della Lombardia che rimborsa euro 25,50 a prestazione-accesso e 12,70 a prelievo, dell’Emilia-Romagna (rispettivamente 24 e 12 euro), della Campania (da 8 a 13,85 per infermiere e 11,57 euro al terapista della riabilitazione). Tre i sistemi di pagamento: a giornata, mensile e ad accesso. Indipendentemente dalla complessità, il Servizio sanitario rimborsa il 100%. La Calabria rimborsa a livello base 135 euro di tariffa mensile che salgono a 422 al 1° livello di complessità, 777 al 2° e 1068 al 3°; la Lombardia rimborsa mensili a partire dal 1° livello 382 euro che diventano 648 al 2° e 818 al 3°. La Liguria garantisce un accesso da 26 euro a livello base per salire a 400, 700 e 1100 euro mensili ai livelli superiori. L’Emilia-Romagna rimborsa il singolo accesso, ma esplicita solo 1° e 2° livello pagati rispettivamente euro 37,5 e 56,25. Stesso criterio adottano Sicilia e Sardegna, la prima rimborsa dal 1° al 3° livello 130, 146 e 137 euro ad accesso; diverso il trend sardo, se la tariffa per l’accesso base è 75 euro contro i 15 siciliani, si sale poi a 62, 92 e 174,24 euro con un trend in incremento parabolico.

Per le cure palliative a casa a livello base sono disponibili solo il dato lombardo (€ 45,4 al giorno) e campano (€ 54,34) e i dati sardo di 158 euro ad accesso e piemontese di 70 euro al giorno; a livello specialistico alla tariffa sarda, invariata, si affianca quella sud-tirolese intorno ai 160 euro da intendersi però giornalieri. Invece le tariffe hospice (anch’esse rimborsate per intero dal Ssn) vanno dai 142 euro/giorno del Molise ai 300 della Sardegna e 309 dell’Abruzzo, passando per i 200-250 della Toscana, i 210 del Veneto, i 230 dell’Emilia-Romagna, i 280 della Lombardia, con differenziazione tra voci “hospice” e “day hospice”. Per gli hospice pediatrici nella maggior parte delle regioni i dati non sono disponibili, in Liguria, Piemonte e Veneto la tariffa raddoppia a 500 euro, in Campania sale da 252 a 358 euro al giorno.

L’assistenza extraospedaliera ad elevato impegno, in Rsa è articolata a seconda sia per anziani, disabili o stati vegetativi, Unità di accoglienza permanente, Unità (speciali e non) di assistenza prolungata tutti rimborsati al 100% dal Ssn. Un anziano costa 183 euro al giorno in Lombardia, 220 nel Lazio, 200 in Calabria, 225 in Sardegna, 139 in Puglia, 293 nelle Marche in unità accoglienza permanente. Non ci sono dati comparabili da altre regioni.

Divisa in trattamenti di recupero funzionale rimborsata al 100% (70% in Calabria), e di long term care-mantenimento e di riabilitazione protesica (rimborso al 50%) è invece l’assistenza sociosanitaria a persone non autosufficienti e demenze. Per il recupero funzionale, Veneto e Lombardia versano solo la quota sanitaria (52 e 53 euro), l’Emilia-Romagna rimborsa 91 euro, nel Lazio si sale a 144, Friui VG Campania e Sardegna 150, Marche 145, Calabria 139 rimborsata al 70%. Per il mantenimento funzionale al dimezzamento dell’impegno Ssn corrisponde un’altissima variabilità delle tariffe con i massimi (Sardegna, Friuli VG) ai livelli delle tariffe di recupero citate.

Per l’assistenza sociosanitaria ai minori con disturbi neuropsichiatrici e del neurosviluppo solo Sardegna e Puglia offrono dati, la prima sulle residenzialità (€ 189/giorno bassa intensità, 238 media e 356 elevata) la seconda sulle semiresidenzialità (€ 97/giorno). L’assistenza sociosanitaria a persone con disturbi mentali è differenziata in alta intensità (pazienti con gravi compromissioni), terapeutico-riabilitativa (pazienti stabilizzati), socioriabilitativa (pazienti assistiti fuori dal contesto familiare) e terapeutico-riabilitativi, con tariffe decrescenti. Si va da un range 170-198 euro/giorno in Abruzzo per l’alta intensità che diventa 196 in Campania, 190 in Friuli VG, 184 in Veneto, 202 in Puglia, 147 in Sardegna e scende a 130 in Calabria ed appena 82 in Liguria, ad un range che va dai 68 euro della Liguria ai 143 del Veneto e 164 della Puglia per la terapeutico-riabilitativa. Per i trattamenti riabilitativi offrono dati solo Liguria (53 euro) Sardegna (61 euro) Val d’Aosta (109) e Veneto (113). Per i trattamenti semi-residenziali si va dai 42 euro al giorno ai 99 euro della Puglia, 73 in Liguria e 112 in Campania.

Sull’assistenza sociosanitaria a disabili rispondono anche Lombardia, Lazio, Marche e Molise; a seconda del grado di complessità un giorno in Lombardia va da 49-61 euro per i trattamenti riabilitativi di mantenimento a 77-98 per la riabilitazione estensiva a pazienti con chance di recupero funzionale a 128 per la riabilitazione intensiva su disabilità importanti e complesse modificabili; il Lazio ha tariffe fisse di 127, 138 e 220, la Puglia 135-160, 184 e 231, la Sardegna 132-154, 163 e 253. Nella semi-residenzialità, divisa in due livelli di intensità (trattamenti estensivi e socioriabilitativi), le tariffe sono aumentate di un terzo circa in Puglia e Sardegna, uguali al livello intensivo in Molise, Marche, Liguria, Lombardia; in Lazio Campania Calabria Abruzzo sono invece identiche alle corrispondenti tariffe residenziali. Infine, l’assistenza sociosanitaria a persone con dipendenze patologiche, differenziata in trattamenti residenziali specialistici, e residenziali o semi-residenziali a loro volta suddivisi in terapeutico-riabilitativi entro i 18 mesi o fra 18 e 30 mesi. In più, a seconda delle regioni, si valuta la presenza di comorbidità psichiatriche e se tariffare la prima accoglienza, o se si tratta di assistere madre e bambino o minori non accompagnati, o se c’è alcolismo. Residenziale, un trattamento terapeutico-riabilitativo è 61 euro in Liguria, 65 in Lazio, 68 in Lombardia e Sardegna, 75 in Abruzzo, 80 in Toscana, 85 nelle Marche fino ad arrivare a 128 euro in Friuli VG e 135 in Valle d’Aosta; in media, decrescono tra il 10 e il 50% le tariffe pedagogico-riabilitative. Decrescono allo stesso modo rispetto alle tariffe piene residenziali quelle semiresidenziali con ulteriore limatura al basso per i trattamenti pedagogico-riabilitativi.

TAG: AGENAS, MEDICINA TERRITORIALE

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